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C’è un problema con il sistema emiliano

Fine del controllo sociale? L’inchiesta di Reggio e i guai di un modello politico

29 Giugno 2019 alle 09:30

C’è un problema con il sistema emiliano

Foto LaPresse

L’inchiesta sul traffico di bambini in affidamento in provincia di Reggio Emilia, al di là delle questioni giuridiche e delle responsabilità penali personali, che dovranno essere dibattute in tribunale, solleva interrogativi sulla tenuta del “sistema emiliano”. Naturalmente non si può demonizzare un sistema di assistenza sociale che resta eccellente, anche grazie all’attenzione che in questo campo è stata per decenni data dalle amministrazioni di sinistra. Proprio il fatto che un fenomeno affaristico volto allo sfruttamento economico della pratica, di per sé lodevole, dell’affido dei minori in condizioni difficili, si sia incuneato all’interno di un sistema assistenziale di questo livello lascia sbigottiti. Naturalmente la responsabilità dei reati, una volta provati, è e resta personale, ma il fatto che in una società particolarmente integrata come quella emiliana, intersecata da una serie di organismi collettivi originati dal grande movimento operaio padano, dalle sezioni di partito ai nuclei sindacali e cooperativi, al volontariato organizzato, sia mancato in questo caso il “controllo sociale” che avrebbe reso impossibile una pratica così odiosa in tempi anche non troppo lontani pone una domanda sulla tenuta di quel sistema.

 

Il fatto che, stando alle accuse e ad alcune risultanze dell’inchiesta, in alcuni servizi sociali si agisse in dispregio dei diritti e della dignità dei bambini affidatari, che nel sistema fosse implicato anche un amministratore, significa che costoro non si aspettavano che le reti democratiche locali li avrebbero denunciati o almeno sospettati, come in effetti è avvenuto, visto che la magistratura e la polizia si sono mosse su impulso delle denunce dei genitori cui venivano tolti i diritti parentali: nella Brescello di Peppone e don Camillo non sarebbe potuto succedere niente di tutto ciò. E’ ovvio che l’Italia e l’Emilia di oggi non sono quelle impresse nell’immaginario da libri e film di mezzo secolo fa, ma la sensazione che, al di là dei successi economici raggiunti dalla regione negli ultimi anni, si siano rotti i fili di un sistema basato su una convivenza organizzata resta piuttosto dolorosa.

Redazione

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