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La Lega dimostri di essere diversa dal M5s. A cominciare dal referendum Atac

Riaffermare la vera democrazia diretta, migliorare la qualità del servizio attirando investimenti (anche privati), non lasciare Roma e l'azienda in mano a Raggi. Tre ragioni per votare domenica 11 novembre

6 Novembre 2018 alle 19:06

La Lega dimostri di essere diversa dal M5s. A cominciare dal referendum Atac

Foto LaPresse

Caro direttore,

ci sono almeno tre ragioni per cui, a mio avviso, è bene che più romani possibile raccolgano il Suo invito per andare a votare al referendum dell’11 novembre.

 

La prima ragione riguarda l’atteggiamento che vogliamo tenere rispetto al resto del mondo. C’è un problema di modelli. Nel trasporto pubblico, come in tutto il resto. Il nostro è il sistema urbano dei trasporti di Caracas, del Venezuela tanto caro ai Cinquestelle, o quello basato su efficienza e intermodalità di Londra? Siamo tutti consapevoli che, in una grande metropoli, la concorrenza possa migliorare la qualità dei servizi e - ad esempio per i trasporti - attrarre gli investimenti necessari per nuovi autobus, tram, treni e metropolitane.

 

Noi di Forza Italia - per cultura - non crediamo che un Comune o lo Stato riescano a gestire un’azienda in maniera più efficiente e meno costosa di un privato, ovviamente se ben controllato e con le massime tutele per utenti e lavoratori (nessuno dei quali perderà il suo posto). Il privato non è sempre meglio del pubblico, ma il pubblico non è meglio del privato: sono le gare pubbliche, trasparenti e al servizio dei cittadini, a stabilire chi merita di più. Nazionalismo e populismo, questo desiderio di chiusura e di sentirsi “altro rispetto all’altro”, ci rendono a volte miopi e ci fanno dimenticare che dietro la politica ci deve essere sempre la ricerca dell’efficienza delle scelte.

 

La seconda riguarda lo strumento: da anni i Cinquestelle provano a spacciarci la loro presunta democrazia diretta come un’alternativa più efficiente alla democrazia “normale”, fatta di urne e regole. E’ curioso che quando c’è un referendum consultivo vero, strumento che vorrebbero addirittura inserire in Costituzione, i Cinquestelle facciano finta di niente e girino lo sguardo dall’altra parte. Votare per la messa in gara del trasporto pubblico a Roma è dunque un atto di serietà ancora più che le altre volte.

 

La terza ragione è, per così dire, molto politica: mi auguro che anche gli amici della Lega, nonostante il rapporto sempre più solido e consolidato col M5S, approfittino di questa occasione per rendere plastica la loro differenza con l’amministrazione capitolina. Non si può stare con Virginia Raggi e fare le pulci agli altri. Non si può attaccare “Roma ladrona” e poi lasciare che quel Comune (la prima azienda italiana, tra dipendenti diretti e municipalizzate, molte inutili) continui a essere gestito da persone inadatte con sistemi opachi.

Mara Carfagna

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