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Articolo sponsorizzato da Pro-Mo.it PRODUTTORI STOVIGLIE MONOUSO IN PLASTICA

Le nostre ragioni sul piatto

12 Settembre 2018 alle 11:26

Le nostre ragioni sul piatto

Foto concessa da PRO-MO.IT

Una proposta di direttiva dell’Unione Europea vuole proibire l’uso di piatti e posate di plastica: accettare questa proposta sembra non ridurre significativamente l’inquinamento marino, non aiuta l’economia circolare, danneggia l’industria italiana e toglierà qualcosa alla nostra vita di tutti i giorni.

 

3 cose da respingere

 

Un mare di inesattezze

L’obiettivo della UE è la lotta all’inquinamento marino mondiale, che per il 90% risulta originato da 10 fiumi extra europei, anche tramite il bando ai piatti di plastica, che non figurano nemmeno tra “i primi 10 articoli trovati sulle spiagge”(*): che efficacia reale può avere il bando?

 

Si prospetta un mercato più piatto

Non è vero che le stoviglie in plastica usate in Europa sono in buona parte di provenienza extraeuropea, lo è invece la gran parte dei prodotti in bioplastica o polpa di cellulosa alternativi alla plastica.

Quasi il 50% delle stoviglie in plastica vendute in Europa sono made in Italy: metterle al bando danneggerebbe soprattutto l’industria italiana che assicura molti posti di lavoro.

 

Esistono alternative efficaci?

Prodotti monouso alternativi a quelli in plastica, in qualsiasi materiale siano, possono oggi risolvere il problema della dispersione nei mari? Non sarebbero comunque dispersi perché la maleducazione non è applicata solo alla plastica. 

Sono fatti per biodegradarsi correttamente nell’ambiente?

 

3 cose da sapere

 

È utile sparare a una mosca con un cannone?

La quantità di plastica utilizzata per produrre posate e piatti incide per lo 0,6% circa(**) sul totale della plastica utilizzata in Europa.

 

Facciamo una comparazione

Pro.mo ha promosso uno studio del ciclo di vita LCA comparativo sulle stoviglie, che dimostra come l’impatto ambientale dell’intero ciclo di vita delle stoviglie monouso in plastica – polipropilene e polistirene - risulti mediamente inferiore di quello delle stoviglie in bioplastica PLA (acido polilattico) e in polpa di cellulosa. (Studio disponibile su www.pro-mo/ricerca) La scelta dei materiali dovrebbe sempre basarsi sull’impatto dell’intero ciclo di vita.

 

La plastica? Si riplastica!

Il riciclo delle materie plastiche, in particolare del packaging, ha raggiunto in Italia dimensioni e qualità allineate alla media europea, e la produzione nazionale di macchine e impianti per il riciclo della plastica costituisce un’eccellenza.

 

3 cose da fare

 

Riciclare, riciclare, riciclare

Siamo pronti condividere con tutti gli attori della catena produttiva-distributiva l’impegno per elaborare e proporre progetti che portino al massimo possibile la percentuale di prodotto riciclato.

Siamo pronti a promuovere e aumentare l’impiego di materiali provenienti da circuiti di riciclo senza che ciò infici la qualità dei prodotti e la sicurezza dei consumatori.

 

Non ci sono prodotti buoni o cattivi, ma comportamenti giusti o sbagliati

Le stoviglie monouso in plastica sono destinate soprattutto a utilizzi emergenziali o di massa, per ricorrenze ed eventi, oppure per consumi frugali o in movimento. Situazioni di consumo che riguardano la gente comune, che sarebbe altrimenti costretta a usare alternative che possono anche essere più costose. O meno funzionali. O più impattanti. Combattiamo lo spreco e puniamo la dispersione di rifiuti nell’ambiente, causa principale dell’inquinamento.

 

Da riciclabili a riciclati

Piatti, posate e bicchieri in plastica sono totalmente riciclabili, e vanno inseriti in toto nel sistema di raccolta e riciclo degli imballaggi (oggi lo sono parzialmente), per controllarne i flussi, riciclarli nella più alta misura possibile e sottoporli al giusto contributo per il riciclo.

(*) Fonte: JRC-CE

(**) Stime Pro.mo su dati PlasticsEurope

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