Tutti i segreti delle Frecce Tricolori

Il solista della Pattuglia acrobatica, Filippo Barbero, svela i retroscena dello spettacolo più atteso della festa della Repubblica. Che è anche una vetrina per il comparto industriale italiano

2 Giugno 2018 alle 06:00

Tutti i segreti delle Frecce Tricolori

Le Frecce Tricolori durante la parata militare dela Festa della Repubblica 2016 (LaPresse)

Sono pochi secondi di spettacolo, eppure per preparali la macchina organizzativa si deve muovere con largo anticipo, facendo attenzione ai minimi dettagli. Il loro è uno dei momenti più attesi della sfilata militare, che celebra la Festa della Repubblica: il passaggio delle Frecce Tricolori, una formazione di nove jet militari, segna sostanzialmente l’inizio e la fine delle celebrazioni. A svelarne qualche retroscena è il solista della Pattuglia acrobatica nazionale, Filippo Barbero, nelle Frecce dal 2009: “Per noi il 2 giugno inizia il giorno prima, quando atterriamo nella base di Pratica di Mare. Il capoformazione compie dei voli prova sul percorso della parata, prendendo alcuni punti di riferimento a terra, come palazzi particolarmente grandi e visibili”.

 

   

Durante il sorvolo, la concentrazione nell’abitacolo è massima: si vola a distanza di pochi metri l’uno dall’altro, con una tempistica serrata, dettata dal comandante, che dal tetto dell’Altare della Patria, in piazza Venezia, coordina tutti. Compito in cui è aiutato anche dal solista, il decimo pilota, lasciato a terra solo in questa occasione, per permettere ai colleghi di creare una formazione a freccia perfetta, con quattro velivoli a ogni lato del capoformazione.

 

“Gli aerei attendono fuori dalla visuale per 15-20 minuti, così da comparire al momento giusto”, dice al Foglio Barbero. È una fase di stress, perché ci si gioca tutto in un istante. La fine dell’inno, la fine del “silenzio”: questi sono i momenti precisi in cui passare. E basta sbagliare di pochi istanti perché tutti se ne accorgano”. Nessuna seconda occasione: conversazioni rapide via radio e tempi serrati. Questo il segreto per stupire e impressionare gli spettatori.

  

Le Frecce Tricolori però non sono solo spettacolo acrobatico. Rappresentano una vetrina per il comparto industriale italiano e per questo sono presenti a diverse manifestazioni aeronautiche in giro per il mondo. Da qui a settembre, per esempio, faranno tappa in Spagna, Gran Bretagna e Polonia. Proprio quest’ultimo paese di recente ha firmato con la Leonardo, l’ex Alenia Aermacchi costruttrice dei jet usati dalla Pattuglia acrobatica, un contratto per la vendita di una dozzina di T-346, i nuovi addestratori appena usciti dalle fabbriche italiane. La commessa, implementata di 4 unità rispetto all’accordo iniziale, si traduce in un guadagno di 115 milioni di euro.

 

Insomma la Pattuglia acrobatica è un biglietto da visita per il paese, da spendere anche all’estero, dove l’Italia con le proprie forze armate è costantemente impegnata in diverse missioni.

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