Anche la Marina smonta le bufale su Ong e migranti

Redazione

L’ammiraglio Donato Marzano, in commissione Difesa del Senato: "Nessuna prova che le navi umanitarie intralcino le operazioni Mare sicuro della Marina Italiana" 

"Non esiste alcuna evidenza di manovre delle navi delle Ong che abbiano costituito intralcio per le operazioni del dispositivo Mare sicuro della Marina Italiana". Secondo l’ammiraglio Donato Marzano, comandante della squadra navale della Marina militare italiana che opera nel canale di Sicilia, non risulta nulla a carico delle navi delle Ong. L'audizione di Marzano, davanti alla commissione Difesa del Senato, ha aperto la giornata di lavori di oggi: alle 14 sarà ascoltato il procuratore di Catania Carmelo Zuccaro, chiamato a spiegare le sue accuse nei confronti delle associazioni umanitarie.

 

Ieri già il procuratore di Siracusa Francesco Paolo Giordano, sempre in Commissione, aveva dichiarato che al suo ufficio non risulta “nessun elemento investigativo” a supporto dell’ipotesi di Zuccaro di collegamenti criminali tra Ong e trafficanti di migranti.

  

Anche il presidente del Copasir, il leghista Giacomo Stucchi, rivelava che secondo le indagini dell’organo di controllo dei servizi segreti: non risulta nessun dossier “predisposto dai servizi segreti italiani e attestante rapporti tra scafisti e Ong”. “Dopo le verifiche del caso –spiegava Stucchi – alla luce di informazioni assunte, ritengo corretto evidenziare come tali notizie risultino prive di fondamento''.

  

La squadra navale comandata dall'ammiraglio Marzano ha il controllo del sistema radar integrato con migliaia di sensori marini, terrestri e aerei e ha costantemente la mappa aggiornata delle migliaia di mezzi navali che incrociano nell'area Sar. È possibile, per Marzano, che alcune navi abbiano sconfinato in acque libiche, ma sarebbero casi isolati e non la regola: "Credo che sia accaduto, ma lo hanno ammesso anche loro, che qualche volta - ma sempre in raccordo con la centrale operativa della Guardia costiera - siano andate al di là del limite delle acque libiche. Normalmente tutti operano con i transponder accesi, il che non significa escludere che se qualcuno vuole fare attività criminali possa spegnerli. Ma questo vale per tutti".

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