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Il santo vietato. Dove non si può festeggiare San Valentino

Maurizio Stefanini

San Valentino divenne il patrono degli innamorati per aver permesso il matrimonio tra la giovane cristiana Serapia e il centurione romano Sabino. Dal Pakistan alla Malesia, ecco dove anche una rosa può portare all'arresto

Vescovo di Terni, San Valentino divenne il patrono degli innamorati per aver permesso il matrimonio tra la giovane cristiana Serapia e il centurione romano Sabino, convincendolo a battezzarsi: almeno così narra una tradizione, non si sa se antecedente o successiva alla decisione cui nel IV secolo la Chiesa sovrappose la sua celebrazione alla festa di fertilità pagana dei Lupercali, che si celebrava il 15 febbraio. Valentino, comunque, il 14 febbraio del 273 era morto martire, decapitato sotto l’imperatore Aureliano. Non manca dunque chi ogni tanto protesta contro la “degenerazione consumistica” della ricorrenza, e qualcuno ha pure detto che semmai in tempi di nuove persecuzioni dei cristiani sarebbe più giusto ricordare appunto il martire, piuttosto che il patrono degli innamorati. Ma davvero le due cose sono così incompatibili? Le cronache ci indicano che in molti Paesi oggi la festa di San Valentino è oggi ostacolata, o addirittura proibita. E spesso questi Paesi sono anche quelli dove pure praticare il cristianesimo è difficile o addirittura impossibile.

 

Uno è il Pakistan. Nel Paese a maggioranza islamica dove la cristiana Asia Bibi è stata condannata a morte per blasfemia e il cristiano ministro delle Minoranze Religiose Shahbaz Batti è stato assassinato per aver cercato di cambiare la legge in base alla quale era stata condannata, l’Alta Corte di Islamabad ha infatti proibito eventi legati a San Valentino nei luoghi pubblici e ha imposto ai media locali di “interrompere immediatamente qualsiasi forma di pubblicità per San Valentino”. Il tutto dopo il ricorso di un cittadino di nome Abdul Waheed, secondo cui questo tipo di eventi e spot sarebbero “contrari agli insegnamenti dell’Islam e vadano immediatamente vietati”. Da vari anni la festività infatti era diventata sempre più popolare tra i giovani, e per loro ristoranti e locali avevano iniziato a offrire “promozioni di San Valentino”. Ma le autorità l’hanno già definita una ricorrenza non in linea con “i nostri valori religiosi e culturali”, i partiti religiosi si sono mobilitati contro di essa, e l’anno scorso lo stesso presidente Mamnoon Hussain aveva lanciato un appello a che San Valentino in Pakistan non fosse festeggiato.

 

La Malesia è pure a maggioranza islamica, anche se i non musulmani sono il 40 per cento della popolazione. In un Paese dove c’è stata una annosa battaglia legale per vietare ai cristiani di chiamare Dio con lo stesso nome di Allah della fede islamica, fin dal 2005 diversi esponenti dal governo hanno ammonito i musulmani a non celebrare una festa che è “associata con elementi di cristianità”. Addirittura l’organismo che supervisione ufficialmente la fede islamica nel 2011 ha lanciato una campagna per mettere in guardia dalla “trappola di San Valentino”, e la polizia arrestò un centinaio di coppie che stavano trasgredendo al divieto. Va detto però che questa aberrazioni sono tipiche della Malesia Occidentale, mentre negli Stati orientali di Sarawak e Sabah San Valentino è tollerato, e sta anche diventando sempre più popolare.

  

Anche in Iran San Valentino è proibito, al rischio di multe e carcere, ed è proibita anche la commercializzazione di ogni tipo di merchandising ad esso collegato. C’è però anche un’associazione culturale che piuttosto di combattere frontalmente il San Valentino occidentale propone di rimpiazzarlo con il Sepandarmazgan o Esfandegan: un’antica festa locale che si tiene il 17 febbraio per festeggiare madri e mogli.

 

Bando assoluto anche in Arabia Saudita, dove è perfino vietata la vendita di rose e oggetti di color rosso in prossimità del 14 febbraio. Ma sembra che il risultato sia soprattutto il fiorire di un mercato nero. Nel 2012 almeno 140 persone furono arrestate perché sorprese a celebrare San Valentino.

 

In Indonesia non ci sono bandi nazionali, ma San Valentino è stata proibita da sindaci e autorità islamiche, e vi sono state anche manifestazioni di piazza contro di essa. Il che però è una riprova di quanto i giovani tendano a seguirla. Un Paese non islamico dove la polizia per San Valentino si mobilita è poi la Thailandia. Ma lì più che altro si sorveglia che la festa non porti a sesso extramatrimoniali tra minori di 18 anni: severamente vietato dalla legge locale.

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