Lo sciopero generale dell'Usb non ferma il paese, nonostante gli allarmi

I trasporti nelle grandi città non sono andati in tilt come temuto. Nella scuola l'adesione si ferma all'1,15 per cento. Disagi sì, ma nessuna paralisi. Appunti per evitare la psicosi alla prossima mobilitazione

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18 MAY 26
Ultimo aggiornamento: 05:11 PM
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Ansa

Nessuna paralisi dei trasporti pubblici locali, come temuto da tutti i cittadini che per evitare lo sciopero, potendo scegliere, oggi hanno preso la propria automobile per spostarsi in città. Disagi, certamente, soprattutto in alcuni specifici segmenti come i treni regionali in Lombardia. Ma nel complesso lo sciopero generale dell'Usb proclamato oggi in sostegno della Flottilla e "contro guerra e genocidio, carovita e sfruttamento" non è riuscito a "fermare il paese" come si proponeva di fare. 
Soffermandoci sui trasporti, la fotografia delle principali città restituisce più traffico – per il classico effetto allarme che precede lo sciopero – che metropolitane chiuse. A Roma è rimasta chiusa la metro C solo in mattinata, mentre hanno circolato regolarmente le altre due linee. Nel complesso, fa sapere l'Atac, ha aderito il 23,5 per cento dei dipendenti, causando disagi su alcune linee di superficie.
A Milano la frequenza delle metropolitane è stata regolare tutto il giorno, mentre la circolazione ferroviaria in capo a Trenord ha subito rallentamenti ma non solo per colpa dello sciopero: un guasto alla stazione di Milano Greco Pirelli ha causato ritardi e la soppressione di alcune corse. In superficie le uniche deviazioni che l'azienda del trasporto pubblico locale ha segnalato non sono dovute alle adesioni ma al corteo: alcune linee hanno cambiato tragitto per lasciar sfilare proprio l'Usb. 
Cercando informazioni sulle cronache locali, sui siti delle aziende e sulle agenzie, le corse dei mezzi pubblici risultano regolari anche a Firenze e in Toscana. A Napoli dopo una breve sospensione della linea 1 della metropolitana, il servizio è ritornato attivo mentre hanno operato regolarmente la linea 2, la linea 6 e le funicolari che collegano il centro della città con le zone collinari del capoluogo partenopeo. Adesione allo sciopero più marcata a Venezia, con oltre la metà delle corse dei vaporetti di Actv, l'azienda dei trasporti veneziana, interrotte. Per quanto riguarda la navigazione, l'adesione nella città lagunare è stata del 60 per cento.
Persino il Codacons ha gettato acqua sul fuoco, testimoniando il parziale flop dell'Usb. "Diversamente dagli annunci della vigilia, lo sciopero non ha prodotto i risultati sperati, e in quasi tutta Italia i principali servizi pubblici sono stati garantiti ai cittadini", si legge in una nota. "In particolare nel settore dei trasporti, quello più delicato in caso di proteste sindacali, si registra una sostanziale regolarità, con ferrovie, metro, bus e tram che hanno continuato a garantire i collegamenti, seppur con possibili riduzioni di corse in alcune città".
Per quanto riguarda gli altri settori sarà necessario aspettare le rilevazioni complete che arriveranno domani. I dati parziali disponibili oggi e pubblicati dal cruscotto degli scioperi nel pubblico impiego indicano comunque un'adesione molto bassa tra sanità, istruzione e ricerca, funzioni locali e centrali, province autonome e vigili del fuoco: nel complesso, meno dell'1 per cento di scioperanti su circa il 10 per cento delle amministrazioni rilevate. Se stringiamo la lente sulla scuola, il Miur fa sapere che l'adesione complessiva a livello nazionale è stata pari all'1,15 per cento. Più che la paralisi annunciata, resta il divario tra la rappresentazione dello sciopero e i suoi effetti concreti.