Sempio innocente fino alla Cassazione ma nell'orribile ordalia dei media è già il killer

Il caso Garlasco torna in prima pagina e il garantismo scompare: Sempio è innocente fino a sentenza definitiva, ma nei titoli è già diventato il colpevole. La giuria mediatica ha sostituito il processo

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8 MAY 26
Ultimo aggiornamento: 04:47 PM
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Foto Ansa

Corriere, ieri: “I pm: Sempio il colpevole”. Ma anche “‘Il killer è Sempio’, chiusa l’inchiesta”. Repubblica, ieri: “Ha ucciso Chiara. Sempio a processo”. Ma anche “Chiara uccisa con crudeltà. Chiuse le indagini su Sempio”. La Stampa, prima pagina: “Sempio ha ucciso Chiara con odio”. Il Giornale: “Terremoto a Garlasco, ‘Sempio è l’assassino’”. Il Messaggero: “Sempio ha ucciso Chiara con crudeltà”.
Gli attestati di falso garantismo (falsissimo) riservati per un anno alla “seconda chance” giudiziaria da concedere ad Alberto Stasi, hai visto mai che sia vittima di un catastrofico errore giudiziario?, i giornali se li sono fumati nella pipa nel giro di una mattina. La procura di Pavia ha notificato la chiusura indagini, primo passo chiedere il rinvio a giudizio di Andrea Sempio. Nei prossimi anni (tre, sei? Se tutto va bene), Sempio sarà innocente fino a sentenza definitiva e contraria. Non è “il colpevole” e non ha ucciso nessuno. Ma nell’oscenità dei titoli costruiti soltanto per la giuria mediatica “il killer è Sempio”. E’ il trionfo del “ricorso selvaggio all’opinione pubblica” che si mangia persino il processo, ormai ridotto, diceva il giudice Garapon, a pratica “insopportabile”. A che serve? Ci siamo già noi. Verrebbe da dire, citando Quello là, “Signore perdonali, perché non sanno quello che titolano”. Solo che purtroppo lo sanno benissimo. E una giustizia che rischia di ritrovarsi con due colpevoli, o due innocenti, o nessuno, è responsabile del disastro assieme ai media.

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Vada come vada, a Sempio è ora riservata la stessa mostrificazione, o character assassination basata sul sospetto di perversione, che era toccata a Stasi, “il biondino con gli occhi di ghiaccio” su cui fu riversato qualsiasi osceno prurito. Ecco allora altri titoli, che vorrebbero bastare per la colpevolezza, o almeno per suscitare ribrezzo: “La chiavetta è la prova che Andrea vide i filmini”: “Porno, violenza e autoerotismo. Le agendine horror di Andrea”. Se non bastasse: “Sempio e il nuovo soliloquio su Stasi”, “I cento audio che inguaiano Sempio”. Colpevole perché parlava da solo. Eppure, Andrea Sempio è innocente finché una sentenza di Cassazione non stabilirà il contrario.
Potrebbe consolare, in questa nuova ordalia, che sul Fatto Selvaggia Lucarelli abbia scritto: “Impronte, Dna e monologhi. E’ Garlasco, sembra Netflix”. Sul giornale di Travaglio, che ha scritto contro “lo scempio del diritto, della pietà e della decenza”. Fa invece solo più spavento l’ipocrisia: perché quei due, sul giornale più giustizialista d’Italia, hanno sempre sostenuto a spada tratta la colpevolezza di Stasi, “sul piano logico-indiziario”. Cioè senza prove certe. Per loro è sempre stato colpevole, a parte i privati ragionevoli dubbi da grattarsi. Oggi nei giornali si ribaltano soltanto le posizioni. Dei ragionevoli dubbi, chissenefrega.