foto LaPresse

La terapia choc funziona con certi fidanzati e anche con l'Europa, che riscopre persino l'ironia

Paola Peduzzi

Non si sa se sia un progetto sistemico o soltanto una sfuriata, però l’Europa attenta e vigile non la vedevamo da anni, ed è molto bella

A furia di essere trattati male, poi si reagisce. Si chiama terapia choc, funziona con i fidanzati capricciosi, con i figli disabituati ai castighi, forse persino con l’Europa, che ora che si trova a dover gestire un Trump così iroso e poco affettuoso, inizia a capire che deve arrangiarsi da sola, per sopravvivere, anche per difendere l’occidente dato che c’è. L’Europa in realtà è abituata al disamore, ed è anche per questo che la consideravamo immune alla terapia choc: se non conosci l’amore, non riconosci nemmeno il disamore. E’ già successo con Barack Obama, amatissimo dai leader europei, anche quando dava di “scrocconi” a buona parte di loro, anche quando pensava a una revisione degli investimenti nella Nato, anche quando ha deciso il “leading from behind” lasciando all’Europa oneri che non sapeva, e non sa, gestire. Ma il non amore espresso con una carezza si nota meno, fa poco male, magari non ci siamo capiti bene, in fondo ci siamo sempre voluti bene.

 
Con Trump i dubbi non ci sono, lui alle carezze non pensa proprio, è ruvido, diretto, anzi, se alla fine poi l’Europa non ce la fa, e implode, è persino contento. Il presidente americano è convinto che la Brexit sia una grande occasione, e i cantori delle altre “exit”, quella francese e quella olandese, ma pure quella greca tornata come uno spettro, citano Trump come il loro mentore, il loro ispiratore, e ogni interesse locale torna “first” (chissà poi come penseranno di cavarsela con tutti questi nazionalismi primedonne). Più si detesta l’Europa – l’Unione europea, anzi, c’è questo vezzo meraviglioso di fare distinzioni, l’Europa è stupenda, è l’Ue che è un disastro, come se ci fosse un altro progetto in testa, e non soltanto un’accetta tra le mani per spezzare ogni legame – più si ama Trump, e questo è diventato talmente evidente e intollerabile che persino i sonnacchiosi europei, abituati a raccattare le briciole di un’alleanza che nel tempo si è logorata, si sono svegliati. Vuoi andartene e lasciarci? Bene, vai, dividiamoci tutto, le sedie e gli amici, chi non sta con Trump sta con noi. Non si sa se questo sia un progetto sistemico o soltanto una sfuriata, però ecco, l’Europa attenta e vigile non la vedevamo da anni, ed è molto bella. Certo, ci sono incongruenze rispetto al passato a tratti ridicole, ma di fronte all’assoluta mancanza di coerenza di Trump che cosa sarà mai per l’Europa svegliarsi un pochino diversa, un pochino più aperta e liberale, rispetto a come si era addormentata? E agli altri paesi che non sanno più dove collocarsi, l’Europa allunga la mano, venite con me, qui si sta bene.

 
La diplomazia muore e resuscita uno spirito europeista insperato, ma oltre agli appelli, agli inviti, a una nuova indipendenza, c’è anche l’ironia. Mashable ha messo insieme degli spot creati da trasmissioni satiriche europee titolando: “L’Europa sta trollando Trump un video alla volta”. Tutto è cominciato con uno show olandese che ha pubblicato un video in cui si spiega al presidente americano che cos’è l’Olanda, “un paese minuscolo”, e gli si chiede: “Non può diventare il tuo ‘second’?”, essendo il first già occupato. Sull’onda olandese, altre trasmissioni si sono lanciate: il “Deville Late Night” svizzero sostiene che “noi non siamo piatti, come per esempio l’Olanda. Loro sono così piatti. Total disaster”. Poi è stato il momento della Danimarca: “Abbiamo mulini modernissimi che producono energia pulita e rinnovabile, non preoccupatevi – dice il video della trasmissione “Natholdet” – Possiamo farli diventare mulini di petrolio, se volete. No problem!”. Poi sono arrivati i tedeschi a trollare i danesi e soprattutto Trump: “La Germania ha ospitato due guerre mondiali – dice il “Late Night show” della Zdf – in cent’anni, le guerre mondiali più belle del globo e le ha vinte entrambe alla grande, chi dice il contrario fa fake news, punto”.

Di più su questi argomenti:
  • Paola Peduzzi
  • Scrive di politica estera, in particolare di politica europea, inglese e americana. Tiene sul Foglio una rubrica, “Cosmopolitics”, che è un esperimento: raccontare la geopolitica come se fosse una storia d'amore - corteggiamenti e separazioni, confessioni e segreti, guerra e pace. Di recente la storia d'amore di cui si è occupata con cadenza settimanale è quella con l'Europa, con la newsletter e la rubrica “EuPorn – Il lato sexy dell'Europa”. Sposata, ha due figli, Anita e Ferrante. @paolapeduzzi