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Non c’è testimonial più potente della first lady di Cina che incarna il sogno di suo marito

20 Ottobre 2015 alle 06:18

I coniugi Xi sono arrivati a Londra per la visita-monstre di quattro giorni che sta monopolizzando l’attenzione dei britannici. Tappeti rossi, contratti milionari, protocollo delle grandi occasioni, appuntamento con i reali, agenda fittissima. C’è qualcuno che provoca: lo farete notare, sì, agli ospiti, che non rispettano i diritti umani e che questo non li rende partner affidabili nei consessi internazionali? Ma tali pretese sono ormai accolte con paternalismo ironico, sorrisetti fastidiosi da parte di chi pensa di saperla lunga: non è più un mondo per idealisti, questo, e piuttosto che sorbirsi i sermoni dei realisti è meglio godersi lo spettacolo della “power couple” di Pechino pronta a conquistare il Regno Unito.

 

Se ancora il mondo deve prendere le misure al presidente Xi Jinping, così globetrotter e così autoritario (e con l’economia che non va più tanto bene), per sua moglie, la star Peng Liyuan, il cuore è già in subbuglio. Meglio nota tra i fan come “Mama Peng”, la first lady della Repubblica popolare di Cina è l’icona del “sogno cinese” tanto caro a Xi: di origini molto umili, nata e cresciuta nella campagna più remota del paese, è diventata una cantante di successo, anzi di grandissimo successo, durante gli anni Novanta, tanto che prima di imparare ad amare suo marito, i cinesi già da tempo amavano lei. Peng mette insieme tutto: i gradi da generale dell’esercito cinese, il nazionalismo – c’è un video famoso di una sua canzone in cui si vedono i carri armati cinesi, i jet, i soldati, e sotto la voce potentissima della first lady che incita: “avanzate, avanzate, avanzate!” – e un look alla moda (che ha reso celebre lo stilista quarantenne Jihong Mao). Il suo ritratto, nel tempio dei Ming nella Città proibita di Pechino, è il più fotografato di tutti: un giornalista del Guardian si è avvicinato ai fan con gli smartphone e ha raccolto soltanto testimonianze di giubilo. Non che in Cina si possa dire qualcosa di brutto sulla first lady, ma secondo il reporter si tratta di entusiasmo genuino.

 

Peng non è stata la prima scelta di Xi: lui era già separato dalla sua ex moglie (che era la figlia dell’ambasciatore cinese nel Regno Unito: chissà che effetto deve fare oggi a Peng sbarcare a Londra con tanti onori) quando si incontrarono, a un appuntamento al buio. Per lei fu amore a prima vista, come ha raccontato in un’intervista nel 2011, “non è perfetto? Un uomo semplice con le idee chiare”, disse. Un anno dopo erano sposati, e avrebbero avuto una figlia che come tutti i rampolli cinesi ha studiato negli Stati Uniti, a Harvard. Anche se la propaganda di regime punta prevalentemente sul glamour e la popolarità della first lady, lo studioso Willy Lam ha raccontato che Peng è il segreto del successo di Xi. E’ lei che lo ha fatto entrare nei circoli di potere del Partito a Shanghai, è lei che lo ha aiutato a diventare, nel 2002, il governatore della provincia di Zhejiang, da cui è iniziata l’ascesa a livello nazionale. Lam dice che Peng è “l’amore di una nazione” e “l’arma segreta di Xi”, perché con la sua voce riconoscibilissima e i suoi show da star internazionale canta la grandezza della Cina, la rinascita della Cina, il potere della Cina: canta il suo amore per Xi. Non c’è testimonial più potente di lei, una donna che ammira il suo uomo e che è ammirata dal popolo, lo ha capito anche Vladimir Putin, il presidente russo che non mostra grandi abilità empatiche ma di giochi di potere se ne intende, quando, all’ultimo vertice dell’Asia-Pacific Economic Cooperation a Pechino, le ha messo uno scialle sulle spalle, perché faceva un freddo tremendo. Tutta la geopolitica mondiale in un gesto: Xi stava chiacchierando con Barack Obama, non si è accorto che Peng tremava, ci ha pensato Putin a sistemare ogni cosa.

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