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La nostalgia è una cosa seria, e un bicchiere di vino davanti alla tv a guardare Ed Balls un po’ fa bene

Dopo tre mesi di balletti, scivolate, ferite in faccia, pianoforti in fiamme (sì, ha suonato un pianoforte con su un fuoco), polemiche e ironie, nel fine settimana scorso Ed Balls è stato eliminato da “Strictly Come Dancing”

Paola Peduzzi

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peduzzi@ilfoglio.it

29 Novembre 2016 alle 06:00

Ed Balls

Ed Balls al programma "Strictly Come Dancing"

La nostalgia è una cosa seria, e il Regno Unito lo sta dimostrando, sottolineando, urlando da mesi, da quando cioè si è risvegliato tutt’a un tratto fuori dall’Unione europea (cioè, con la prospettiva di andare fuori: non è ancora accaduto nulla), e non ci aveva capito nulla. La nostalgia è una cosa seria, e non ci si può distrarre, nemmeno per un attimo, nemmeno se a volte viene voglia di dire: andrà tutto bene, dentro o fuori non conta, siamo il Regno Unito!, nemmeno se ogni tanto l’Europa che si ripiega su se stessa diventa un partner insopportabile, lagnoso e confuso. Non ci si può distrarre nemmeno quando è chiara la consapevolezza che: c’è nostalgia e nostalgia. C’è la nostalgia di Jeremy Corbyn, leader del Labour, nei confronti di Fidel Castro, che – ha detto Corbyn – nonostante i suoi “flaws”, i suoi difetti, era un grande: ecco, questa non è la nostalgia che piace da queste parti, qui si guarda a nostalgie che non hanno nulla a che fare con autoritarismi, diritti violati, galere piene di dissidenti, antiamericanismo. Qui la nostalgia è andata sulle copertine dei giornali nelle ultime settimane – Tony Blair, ex premier laburista, considerato l’uomo del riscatto del liberalismo dopo le sconfitte terribili di questo pazzo 2016, Brexit e Trump soprattutto – e soprattutto ha partecipato al “Ballando sotto le stelle” versione britannica incarnandosi in Ed Balls, ex cancelliere dello Scacchiere ombra, tendenza browniana, ex antipatico-in-chief della politica inglese.

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Dopo tre mesi di balletti, scivolate, ferite in faccia, pianoforti in fiamme (sì, ha suonato un pianoforte con su un fuoco), polemiche e ironie, nel fine settimana scorso Ed Balls è stato eliminato da “Strictly Come Dancing” – e così non potrà ballare la rumba che aveva in programma per la prossima puntata (ha pubblicato un minivideo di come sarebbe stata: Balls balla in cucina, ci sono i panni sporchi vicino alla lavatrice e piatti e pentole ammonticchiati ovunque, mentre lui, finalmente con una tenuta sobria, fa giravolte sulle note di “This is my life”). Lui è un po’ deluso, ma molti politici – alcuni in area nostalgia pesantissima – gli hanno dato un sostegno straordinario: David Cameron, ex premier conservatore, ha detto che senza di lui “Strictly” non sarà più la stessa cosa; George Osborne, ex cancelliere dello Scacchiere che con Balls si è scontrato spesso, ha detto: bene, bravo, ci vuole del coraggio a fare cose come queste; Sadiq Khan, attuale sindaco laburista di Londra, ha celebrato “l’energia, l’entusiasmo e la passione” di Balls “a ogni puntata”. Poi naturalmente ci sono state un po’ di tenerezze via Twitter tra Balls e la moglie, Yvette Cooper, altra laburista di peso: si sono ringraziati e congratulati l’un l’altra per queste dieci settimane di ballate.

Ora c’è chi vuole Ed Balls di nuovo in politica, lui che aveva perso il suo seggio alle elezioni del 2015 – in diretta tv, praticamente: fu molto doloroso – quando ancora la Brexit non era una realtà, e anzi non faceva affatto paura. Il Times, giornale conservatore, organizza questa sera un evento con Balls, e Matt Chorley, nella newsletter politica “Red Box”, scrive: Balls “ha fatto qualcosa di più importante di vincere: ha ricordato al pubblico che i politici sono persone umane (pure se un po’ strane), che al fondo i politici sono dei ‘performers’”, che non c’è lezione a Harvard che può competere con un banjo.
La nostalgia è una cosa seria, e pure se appigliarsi ad arnesi antichi della politica rende ancora più evidente la necessità di qualcosa – qualcuno – di nuovo, anche solo un bicchiere di vino davanti alla tv mentre si assiste alla rigenerazione di un politico resta un piccolo, bello spettacolo.

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