contro mastro ciliegia

Don Conti, amen e ronf

Maurizio Crippa

In questo Sanremo 2026 che ci ha già ammazzato di pizzichi prima ancora di cominciare è la volta del presentatore “cristiano e democratico”

La “bottana socialdemocratica”, peraltro industriale, non si porta più. In questo Sanremo 2026 che ci ha già ammazzato di pizzichi prima ancora di cominciare (keep strong! grandi inviati foglianti, siamo tutti con voi) è la volta del presentatore “cristiano e democratico”. Ovviamente è qualcosa di peggio del consueto “democristiano”, che almeno era il solito ritorno dell’identico, pippobaudesco. No, proprio “cristiano e democratico”, ha detto Carlo Conti. L’avevano stuzzicato sul comico cestinato che non ci ricordiamo manco il nome e ’Gnazio La Russa che lo voleva riesumato in Riviera come una Madonna di Civitavecchia o un busto del Duce. Niente democristiano, ha risposto Conti, ma “cristiano perché ci sono riferimenti alla mia modestissima fede; e democratico perché è di tutti, aperto a tutti”. Madonnina bella, cose che don Zuppi sarebbe stato decisamente più sfumato, più veltroniano. Avrebbe almeno detto: “Cristiano, ma anche”. Invece Carlo Conti è un hombre vertical, e alle solite polemicuzze della vigilia ha chiuso la porta in faccia: “Non credo che un evento come Sanremo debba essere due ore di proclami o riflessioni”. Quindi, di sicuro, almeno, quel rompiballe di Benigni quest’anno non viene.

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  • Maurizio Crippa
  • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

    E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"