(LaPresse)

Contro mastro ciliegia

Capitol Hill show

Maurizio Crippa

Bisogna ammettere che gli americani, presi dal loro lato migliore, che non è l’esportazione della democrazia ma lo spettacolo, ancora non li batte nessuno. Ieri per esempio un matto ha minacciato di farsi esplodere nei pressi del Congresso

Pensavate di averle viste tutte al Papeete, o alle presentazioni libresco-chic dove Giuseppi parla dei talebani con lo stesso trasporto di Mastella quando si immalinconiva per la Dc? Pensavate di avere visto tutto con i pazzi dei rave e i negazionisti da spiaggia? Macché. Bisogna ammettere che gli americani, presi dal loro lato migliore, che non è l’esportazione della democrazia ma lo spettacolo, ancora non li batte nessuno. Ieri, a distrarci un po’ dai talebani ci ha pensato per ore spensierate questo bel matto che s’era chiuso con una bomba, o forse no, dentro un pickup (esisterebbero gli Usa senza i pickup?) a due passi da Capitol Hill, minacciando di farsi esplodere.

 

Ce l’aveva con Biden, e questa è forse l’unica cosa ragionevole: “Abbiamo poche alternative. Prova a spararmi e faccio saltare in aria due isolati e mezzo. Non voglio morire, Joe. Voglio andare a casa, come le persone in Afghanistan. La rivoluzione è partita! Il sud sta arrivando”. Alla fine s’è arreso, e non si è capito se fosse uno di quelli stile QAnon, che aspettavano il ritorno alla Casa Bianca di Trump giusto per Ferragosto. Ma che differenza fa? L’America è bella, finché scherza.

Di più su questi argomenti:
  • Maurizio Crippa
  • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

    E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"