Ansa

contro mastro ciliegia

San Draghi e il Cav. interista

Maurizio Crippa

Di conversioni miracolose ne abbiamo vista, ma non fino a Berlusconi che dice: "Negli ultimi mesi ho simpatizzato per l'Inter", ha detto Berlusconi. F orse era il periodo che proprio non sopportava Salvini. Ma ora sono nella stessa curva, aspettiamo solo Matteo che dice: "Prima l'Inter"

    Finché si parla di “inversioni a Ue”, passi e tutto bene. Ma ci sono state ben altre conversioni in queste settimane che, solo a vederle, avrebbero dovuto sciogliere il cuore anche dei più atei e miscredenti. La Fabbrica dei santi lasciamo da parte, è sufficiente la vox populi: Draghi è mejo di san Gennaro. Ma su una cosa, una cosa sola, i miracoli non hanno potere e le conversioni non sono ammesse: la fede calcistica. Nella vita si può cambiare moglie o marito e persino religione: ma la squadra, quella no. E invece. Berlusconi, che adesso è il patron del Monza (lo sta riempiendo di vecchie carampane come Boateng e Balotelli, ma questo è un altro argomento) ieri ha parlato del derby: “Guardando le partite dell’Inter in tv, in campo internazionale, negli ultimi mesi mi sono ritrovato a simpatizzare Inter, la mia milanesità viene fuori in questi casi”. Negli ultimi mesi: forse quelli in cui era tanto incazzato con Salvini che pur di prenderne le distanze avrebbe cambiato anche i colori della maglia. Poi è arrivato Draghi e ha fatto il miracolo, ora stanno tutti insieme nella stessa curva. Salvini è diventato europeista e vuol bene persino alla Boldrini. Gli manca un solo passo, perché si possa prendere per vera la sua totale conversione: quando dirà “prima l’Inter”. Assieme a Berlusconi.

    • Maurizio Crippa
    • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

      E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"