LaPresse

contro mastro ciliegia

Il Fatto della Sera e la Rep. di Indro

Maurizio Crippa

Saviano, Sarzanini vice, Scurati, Veltroni e Gabanelli. Cairo sta spostando à gauche il Corrierone. Intanto, un addio della vecchia guardia dopo l'altro, chissà se la Repubblica di Molinari un giorno o l'altro diventerà il Giornale di Montanelli

    Non c’è solo il bannato Trump. Le cose dell’Informazione con la maiuscola cambiano anche qui, nel paese che non cambia niente. Ad esempio, Cairo. Massimo Giletti, scrive oggi il direttore, è una delle punte della sua squadra. L’altra è il Corrierone. E in bocca al lupo a tutti di fare bene come Belotti, la vera punta del cuore del nostro caro Urbano. Ma intanto lui rimescola gli schemi, e fa strane sostituzioni che manco Conte (inteso Antonio).

     

    Ha appena ingaggiato Mr. Gomorra Saviano che zac, nomina Fiorenza Sarzanini, maestra di martello giudiziario, vicedirettore; ha appena ingaggiato Veltroni, aveva già l’anti “M” Scurati e si sussurra molto della crescita di Sua Reportità Gabanelli. Tira un po’ aria di Fatto della Sera (ma speriamo che il buon Fontana sappia evitarlo). I giornali non stanno fermi manco sulla scrivania, e mentre uno sposta meticoloso il Corr. un po’ a sinistra, sperando di non sentire tintinnio di manette (ma intanto Travaglio s’è preso Davigo, pas d’ennemis), accadono cose anche a Rep. Dove Molinari assiste con muto sorriso da Gioconda all’esodo della vecchia guardia gauchista.

     

    Prima di Saviano, Gad Lerner, e fu il più lesto; poi il sommo mafiologo Attilio Bolzoni, e il patriarca Valli, e pure il corsivista Luca Bottura. Nel frattempo qualche sospiro (t)rampiniano, e se tanto ci dà tanto Rep. ci passerà un po’ più a destra (sulla scrivania). Chissà se avremo finalmente un bel giornale conservatore, ma d’establishment. Qualcosa che trovandolo lì, ogni mattina, più che a Scalfari faccia pensare al Giornale, di Montanelli.

    • Maurizio Crippa
    • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

      E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"