Contro Mastro Ciliegia

Morgan disfactor

Maurizio Crippa

Candidarsi in politica è come fare un talent show. Ma noi milanesi, che già ce la vediamo brutta in questi giorni, non ci riconosciamo proprio in uno che arriva a buttarla in canzonetta

Osserverò un rigoroso distanziamento sociale, anzi già che ci siamo doppio, dalla versione politica di Vittorio Sgarbi. Sennò all’Illustre tocca poi perdere gran tempo per spiegare ai suoi follower perché non lo debbano portare via. Si osserverà lo stesso distanziamento, come quando si guata un fenomeno strano e incomprensibile, da Castoldi Marco, noto come Morgan nella sua vita di musicista e poi di televisionista. Il quale ha annunciato di avere accettato la proposta ricevuta da Sgarbi “a tarda notte” (viva il coprifuoco di Macron) di candidarsi sindaco di Milano con la lista Rinascimento, già lanciata dall’Illustre alla conquista di Roma.

 

Dice Morgan di sentirsi “più di sinistra che di destra”, basta che non lo senta Sgarbi, e Dio non voglia Gaber. Dice che vorrebbe gente come Alberoni (largo ai giovani). Vuole una Milano bucolica e salvare la cultura. Non si riconosce “in questo stile di democrazia, non mi piace, è un sistema che non mi interessa”. Noi milanesi, che già ce la vediamo brutta in questi giorni, invece non ci riconosciamo proprio in uno che arriva a buttarla in canzonetta, uno che sa di amministrazione come Attila capisce di botanica. Ma ormai, Roma insegna, candidarsi in politica è come fare un talent show. Però lo spettacolo, certe volte, è persino peggiore.

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  • Maurizio Crippa
  • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

    E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"