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di Maurizio Crippa

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Contro mastro ciliegia

Lecce e Rep., “dramma della gelosia” con Murgia / 2

Il titolo di un articolo sul caso di Daniele e Eleonora e la polizia del linguaggio. Corsi e ricorsi a via Cristoforo Colombo
di
30 SEP 20
Immagine di Lecce e Rep., “dramma della gelosia” con Murgia / 2
Tanto si erano raccomandati, quelli dell’Uff. Centr. di Rep., di non usare mai più espressioni a rischio di “patologizzare il movente” dei carnefici (decalogo, sezione No) che quasi a sfregio ieri il sito del quotidiano più pol. corr. della storia giornalistica italiana apriva, sul caso di Lecce: “Confessa l’assassino di Daniele e Eleonora: ‘Li ho uccisi perché erano troppo felici. Mi è montata la rabbia’.” Che palesemente contravviene alla regola e anche alla successiva, “non empatizzare con l’omicida”. “Erano troppo felici”, infatti, rientra negli esempi del Punto 7, sezione No: “Non sopportava l’idea di…”).
Con un po’ di buonsenso, in questi tempi di polizia del linguaggio, si potrebbe limitarsi a osservare che sono inciampi inevitabili, quando si forza la mano in nome del linguaggio sciacquato in candeggina. In fondo il titolo di Rep. è pura cronaca. Qualcuno a Rep. vorrebbe impedirla, ma i giornalisti hanno spiegato, con un titolo, che non si può fare.
Senonché, pare, quando quelli del Cdr, già irritati, hanno scoperto che il decalogo è stato dettato da Michela Murgia (ops) non ci hanno visto più: farci insegnare il lavoro da una collaboratrice esterna? Ma dove siamo? Al che l’Uff. Centr., che non ci sta, ha rinfacciato con poca eleganza al Cdr la volta in cui chiese un corso di linguaggio corretto in tema immigrazione niente meno che a Laura Boldrini. Dramma della gelosia. Un po’ come uccidere la felicità.

"Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

E' responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"