L'intervista di Fabio Fazio a Emmanuel Macron

Com'è triste Pagliaro

Maurizio Crippa

La giornalista del Tg2 ha fatto un servizio stupido e servile contro l'intervista di Fazio a Macron. Ma viene il dubbio che, più che col suo collega, ce l’abbia proprio col presidente francese

Come diceva Dario Fo: se dite com’è triste Venezia, si vede che non avete mai visto Porto Marghera. Ecco, se dite ma quanto è ignorante e sovranista “Porella” Cuccarini, che l’altra sera è riuscita a dire in tivù che in Italia non si vota da dieci (10) anni, mi viene da rispondervi, volentieri: si vede che non avete mai visto Milena Pagliaro. Direte: chi è Milena Pagliaro? E’ una collega, cioè una che fa la giornalista. E ognuno ha il suo modo di farlo, up to a point. Fa la giornalista al Tg2, e il Tg2 ognuno ha il suo modo di farlo, e per quel che mi riguarda lo può fare anche molto oltre l’up to a point che pure non sarebbe male, nel servizio pubblico: basta non guardarlo, il Tg2, cosa che faccio senza sentire nostalgia.

 

Poi però purtroppo c’è la proliferazione dei device, e anche se non guardi il Tg2 a un certo punto Milena Pagliaro entra nello spazio dell’attenzione. E scopri che ha fatto un servizio al tg che forse pretendeva di essere una videorecensione, forse pretendeva di essere ironico, forse pensava, seriamente pensava, di essere arguto. Invece era uno stupido e servile insulto all’intervista che Fabio Fazio ha fatto a Macron. Cioè l’intervista che l’azienda che ti paga lo stipendio ha fatto fatto fare a un collaboratore della tua azienda, che per inciso pagano più di te. Milena Pagliaro è anche quella che qualche tempo fa aveva fatto un servizio gagliardo su Macron: “Senza rivendicare Nizza o Savoia, la Gioconda oppure le spoglie di Napoleone, l’Italia chiede rispetto”. Viene il dubbio che, più che con Fazio, ce l’abbia proprio con Macron. Se dite com’è triste Venezia, si vede che non avete mai visto Saxa Rubra.

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  • Maurizio Crippa
  • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

    E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"