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Torni a bordo, Bongiorno

Consigliare a Salvini di non farsi processare perché la giustizia ha tempi troppo lunghi è come suggerire di approfittare dell’auto blu, dacché l’Atac fa schifo

Maurizio Crippa

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crippa@ilfoglio.it

22 Febbraio 2019 alle 06:28

Torni a bordo, Bongiorno

Giulia Bongiorno e Matteo Salvini (foto LaPresse)

"Sì, è vero, sono stata io a consigliare a Salvini di non rinunciare all’immunità sul caso Diciotti perché conosco la giustizia italiana, e so che Salvini sarebbe rimasto sotto processo per sei, sette, dieci anni". Giulia Bongiorno è avvocato valente e politico di sana e robusta costituzione. Ma questo ha detto. Della figura di merda di Salvini, risponderà in solido lui. Ma della furbizia forense calata a manipolare un discorso politico che si vorrebbe serio dovrebbe rispondere lei, almeno su qualche punto. Lei, il già eroico difensore di Andreotti (quello che si difese nei processi, e non dai processi) fa bene a consigliare al sempliciotto di cui s’è fatta badante giuridica di usufruire delle prerogative del suo status. Ma, come qualcuno le ha contestato, è come suggerire di approfittare dell’auto blu, dacché l’Atac fa schifo: e il pari diritto di tutti gli altri? Bongiorno lo sa, ma allora perché tiene bordone a un ceffo che gli altri li metterebbe in galera, possibilmente senza troppe garanzie? E perché siede in governo assieme a gentaglia che quelle auto blu giudiziarie, di cui pure abusano, a furor di popolino vorrebbero abolire? E perché, se teme la gogna di dieci anni per Salvini, siede al tavolo con Bonafede, invece di mandarlo a cagare per assenza di pensiero giuridico, uno che vuole abolire la prescrizione? Poi dice che un tema “su cui bisognerebbe intervenire è quello delle misure cautelari”. Però, ahilei, “non fa parte del contratto di governo”. Lo facesse inserire, allora, invece di stare a rivendicare, come fosse un balzo in avanti del diritto, le controriforme salviniste su legittima difesa e immigrazione. L’avvocato Giulia Bongiorno non è l’avvocato Giarrusso. Torni a bordo, cazzo.

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Commenti all'articolo

  • MR1960

    22 Febbraio 2019 - 20:08

    E allora? "Se in Italia ti accusano di aver violentato la madonnina del Duomo di Milano, prima scappa in Svizzera. Poi si vede". Vale anche per il ministro degli Interni.

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  • carlo schieppati

    22 Febbraio 2019 - 17:05

    Bravo Ranocchia!

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  • lorenzo tocco

    lorenzo tocco

    22 Febbraio 2019 - 16:04

    "Figura di merda"? Ha fatto solo bene il Cap., ben consigliato dalla Bongiorno, a cambiare idea: con i tempi della giustizia italiana sarebbe rimasto per anni sulla graticola. A maggior ragione se poi pensiamo che la magistratura è divisa sul fatto che il reato sia stato o meno commesso. Ma una cosa non torna: può il ministero dell'interno dare ordini ad una nave militare come la Diciotti che dipende dal ministero della difesa? Il presunto reato è stato commesso a Catania. Che c'entra il procuratore di Agrigento? Oltretutto assistiamo all'incredibile richiesta di risarcimento da parte dei clandestini: ma con che diritto vengono in Italia? Se io vado a casa di quancun altro chiedo permesso e per favore, e grazie se mi ricevono. Non c'è limite alla protervia, in questo caso anche degli avvocati che mal consigliano i clandestini. Provate a chiedere un risarcimento di questo tipo in Francia, Germania ecc., come minimo vi fanno salire al volo sul primo aereo che ti porta indietro

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  • verypeoplista

    verypeoplista

    22 Febbraio 2019 - 14:02

    Crippa, scenda dal "Baobab" di Roma e faccia un salto al "Vinile" di via Tadino nel cuore di Porta Venezia.

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