Assia, una rider al Mise

Maurizio Crippa

“Lavorerò ben oltre i tempi previsti nel contratto, 7 giorni su 7, senza limiti di orario”, scrive la nuova segretaria particolare di Giggino. Come la mettiamo con i giovani sfruttati?

“La cifra netta che prendo mensilmente pari a circa (omissis nostro, ché sennò i precari si incazzano, ndr) copre un impegno che va ben oltre i tempi previsti nel contratto, e che si protrae 7 giorni su 7, senza limiti di orario”. Ma dove siamo, 7 su 7 acca 24? E il contratto? Manco fosse una rider, quelli che per Giggino Di Maio ministro della Dignità sono “simbolo di una generazione abbandonata che non ha né tutele e a volte nemmeno un contratto”. Il contratto, appunto. Assia Montanino, 26 anni da Pomigliano d’Arco (ma va?) è stata assunta al ministero dello Sviluppo come “segretaria particolare” a oltre 72 mila euro l’anno (e vaffa pure agli omissis).

  

Senz’altro li merita, e nessun problema per noi, se non altro per il curriculum: “E’ figlia di un commerciante che ha denunciato i suoi usurai” (Di Maio). Lavorerà in barba al contratto, dunque, e di lavori ne farà anzi due: “Lavoro al ministero del Lavoro come Capo segreteria. Stesso ruolo ricoprirò a breve al ministero dello Sviluppo economico. Due ministeri, uno stipendio solo, pur avendo diritto a due stipendi”. Non accetta “illazioni” sulle sue competenze, “dovranno rispondere in tribunale”. Urca. Sebbene non abbia, a curriculum, alcuna esperienza per il doppio ruolo apicale per cui sarà pagata. Ma accetterà almeno questa domanda: come la mettiamo con i giovani sfruttati al di fuori del contratto? E quelli che non trovano lavoro perché, una volta, c’erano i “profittatori” che facevano incetta di prebende? Una volta, certo… E invece adess

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  • Maurizio Crippa
  • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

    E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"