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Dio è al dente

I cartelloni pastafariani, le bestemmie e Barilla

Maurizio Crippa

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crippa@ilfoglio.it

31 Marzo 2018 alle 06:00

Dio è al dente

Foto via Facebook

Siccome viene Pasqua e poi Pasquetta, e se magna se magna e se magna, val la pena informare di un’iniziativa che da qualche giorno tiene banco sul web, che come sentenziò Enrico Mentana è webete. Pare sia un’iniziativa della chiesa Pastafariana, gli adoratori del Prodigioso Spaghetto Volante. A Roma, in zona San Lorenzo, sono apparsi cartelloni con scritto “Dioscotto”, che taroccano il riconoscibile package della Barilla. Pare sia una campagna per l’abolizione del reato di bestemmia. Al che, non è escluso che Guido Barilla chieda scusa pure a loro, e si iscriva alla religione parodistica nata in Oregon. Ma non è questo l’importante. Più divertente, siamo pur sempre in zona goliardia (ma non ditelo ai pastafariani, non hanno il senso dell’umorismo e si incazzano) è che la congregazione guidata in Italia dalla Pappessa Scialatiella Piccante I – ma perché non farla vicepresidente della Camera, una così? – davvero creda che serva combattere per una cosa che in Italia è più destituita di trasgressività che manco gli spaghetti mare & monti. Provassero in Arabia. Ad ogni buon conto, dovendo scegliere una religione che faccia davvero divertire, mi convertirei tutta la vita ai rastafiariani, che adorano Gesù, Hailé Selassié e la più nota erba. E buona Pasqua anche a Bob Marley, che se la canta e se la suona da lassù.

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Commenti all'articolo

  • carloalberto

    03 Aprile 2018 - 14:02

    e se facessimo dei manifesti per prendere in giro i centri sociali che da quelle parti abbondano? No, eh? Chissà perché prendere in giro Dio sarebbe normale, prendere in giro i centri sociali, la Boldrini, la sinistra, l'antifascismo invece è una... bestemmia.

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