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I cupi giornalisti e i magnifici ragazzi di Pyeongchang

Il medagliere piange come un sondaggio di Renzi, e la stampa ci inzuppa il biscotto

Maurizio Crippa

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crippa@ilfoglio.it

20 Febbraio 2018 alle 06:00

I cupi giornalisti e i magnifici ragazzi di Pyeongchang

Sofia Goggia (foto LaPresse)

Siccome a Pyeongchang sta andando tutto bene, è pieno di sorridenti cheerleader venute dal Nord e di bombe nucleari ancora non se n’è viste, a noi che siamo una testata non atomica ma geopolitica delle Olimpiadi non ci frega più un tubo. Ma anche in tv, gli italiani si strappano i capelli meno che per il Cav. da Fabio Fazio. Gli unici assatanati, anzi col dente al veleno, sono i giornalisti sportivi. E questo dice qualcosa anche del perché siamo un paese di rancorosi. In Corea del Sud tutti si divertono, so’ ragazzi, tranne che loro.

 

Il medagliere piange come un sondaggio di Renzi, e la stampa ci inzuppa il biscotto. Sofia Goggia manca la medaglia e si leggono questi titoli: “Che spreco!”, manco fossero i rimborsi dei grillini. Un podio “buttatto alle ortiche”. O cupi commenti: “Ancora a leccarsi le ferite del sabato nero, la spedizione italiana prova a ripartire con la consapevolezza che non tutto è perduto, ma che molto è sprecato”.

 

Delusione, delusione, siamo proprio un paese che va male. Invece leggi (o ascolti) le loro interviste, di questi magnifici ragazzi, e sono così: “Siamo giovani, quindi fateci crescere… Ci sarà da lottare, speriamo anche di divertirci” (il fondista Federico Pellegrino). E soprattutto lei, la solare Sofia, che ha fatto un errore, sì: “E’ un grande peccato, poche volte ho sciato così bene, con facilità, fondendomi quasi con gli sci. Questa gara è lo specchio di me. Comunque io ci sono e nonostante il risultato continuo a sorridere”. E viva l’Italia.

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