Menare il professore

Maurizio Crippa

In questo mondo capovolto la scemenza dei genitori ricade su quella dei figli

Lei prima l’aveva “perdonato” (cosa c’è di più travisante delle semplificazioni dei giornali?), non fategli del male a quel ragazzo, aveva detto, “Madonna mia non ce l’ho fatta a cambiarlo”. La “santa prof” che qualche settimana fa era stata sfregiata, 32 punti di sutura, da un suo studente. Poi s’era persino pentita: lei, non lui. “Forse abbiamo fallito”. E chissà se ha già perdonato, o se si sente in colpa pure lui, il prof (niente discriminazioni gender, a scuola) che pure lui è stato menato, a Foggia, trenta giorni di prognosi: ma non da uno studente, bensì dal suo bravo papà. Che non aveva digerito, no, che il suo bambino fosse stato rimproverato, a scuola. Del resto siamo nell’èra dei genitori bamboccioni, che allestiscono gruppi Whatsapp – quelli che manco la ministra può chiudere, lei al massimo licenzierà i professori che usano molestamente i gruppi Whatsapp degli studenti – per insolentire i professori: giù le mani dai nostri angioletti, hanno sempre ragione. Ma al papà di Foggia le violenze social condivise non bastano, ed è passato alle vie di fatto. Perché in questo mondo capovolto, in cui la capa di Oxfam, una delle più famose ong del mondo, s’è dimessa perché i suoi volontari del Bene facevano festini con le ragazze che avrebbero dovuto aiutare, la scemenza dei genitori ricade su quella dei figli. E invece i prof si sento in colpa per le violenze subite da genitori e figli. Ma è San Valentino, forse non lo sai ma pure questo è amore.

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  • Maurizio Crippa
  • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

    E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"