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Menare il professore

In questo mondo capovolto la scemenza dei genitori ricade su quella dei figli

Maurizio Crippa

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crippa@ilfoglio.it

13 Febbraio 2018 alle 06:00

Menare il professore

Il professor Dave Jennings (Donald Sutherland) in una scena dello stracult di John Landis "Animal House"

Lei prima l’aveva “perdonato” (cosa c’è di più travisante delle semplificazioni dei giornali?), non fategli del male a quel ragazzo, aveva detto, “Madonna mia non ce l’ho fatta a cambiarlo”. La “santa prof” che qualche settimana fa era stata sfregiata, 32 punti di sutura, da un suo studente. Poi s’era persino pentita: lei, non lui. “Forse abbiamo fallito”. E chissà se ha già perdonato, o se si sente in colpa pure lui, il prof (niente discriminazioni gender, a scuola) che pure lui è stato menato, a Foggia, trenta giorni di prognosi: ma non da uno studente, bensì dal suo bravo papà. Che non aveva digerito, no, che il suo bambino fosse stato rimproverato, a scuola. Del resto siamo nell’èra dei genitori bamboccioni, che allestiscono gruppi Whatsapp – quelli che manco la ministra può chiudere, lei al massimo licenzierà i professori che usano molestamente i gruppi Whatsapp degli studenti – per insolentire i professori: giù le mani dai nostri angioletti, hanno sempre ragione. Ma al papà di Foggia le violenze social condivise non bastano, ed è passato alle vie di fatto. Perché in questo mondo capovolto, in cui la capa di Oxfam, una delle più famose ong del mondo, s’è dimessa perché i suoi volontari del Bene facevano festini con le ragazze che avrebbero dovuto aiutare, la scemenza dei genitori ricade su quella dei figli. E invece i prof si sento in colpa per le violenze subite da genitori e figli. Ma è San Valentino, forse non lo sai ma pure questo è amore.

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Commenti all'articolo

  • micpiacentini

    13 Febbraio 2018 - 12:12

    Una aggressione (da quanto riportato sui quotidiani)estremamente violenta ed ingiustificabile, a sangue freddo, inaspettata da parte della vittima: ma cosa ci vuole per arrestare per direttissima un aggressore? Qualche giorno di galera avrebbe avuto un grande significato simbolico : in nessun caso è tollarato un simile atteggiamento! Dopo 2-3 casi come questo (anche il minore che ha sfregiato la prof doveva essere immediatamente posto in una struttura) gli animi di tutti si calmerebbero e i più facinorosi ci penserebbero bene prima di compiere questi gesti . Invece è la prospettiva dell'impunità, che non sarà vera (ma una condanna dopo anni non ha lo stesso effetto) che alimenta questo clima.

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  • Selinunte

    13 Febbraio 2018 - 09:09

    Chi non si è trovato ad avere a che fare con qualche prof. che ingiustamente ha sanzionato o rifilato qualche pessimo voto in modo arbitrario o sbagliato? Sono le regole del gioco, puoi civilmente protestare, ma arrivare a picchiare un insegnante è una reazione ingiustificabile. Il rispetto verso l'insegnante è dovuto a prescindere dal suo comportamento e dalla sua preparazione, sono altri i modi per manifestare il proprio disaccordo e per costringerlo a rivedere il suo operato. Purtroppo l'onda lunga del '68 ha cambiato i parametri comportamentali tra cui il rispetto per le istituzioni e per i loro rappresentanti.

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