Ma De Falco saprà gridare: “Torna a casa, Rousseau”?

Era capitano di fregata della Capitaneria di porto di Livorno, quando urlò il suo mitico “torna a bordo cazzo!” al capitano Schettino. Che ci fa ora con il M5s

Ma De Falco saprà gridare: “Torna a casa, Rousseau”?

Foto LaPresse

Ora, è anche vero che dopo aver visto un cinghiale che entra nel cortile di una scuola, e gli devono sparare – ma un tiratore scelto, siamo a Palermo, mica nel Far West, uno pensa di aver visto tutto. Poi, manco il tempo di mettersi l’anima il pace, arriva Bruno Tabacci che salva Emma Bonino. Sì proprio quel Bruno Tabacci, quello che un tempo era il democristiano più democristiano non si può (ma democristiano “laico”, eh). Con la Bonino, sì, quella Bonino. E allora pensi, va bene, davvero ho visto tutto, e il “nunc dimittis”, come diceva il saggio Simeone, ti viene quasi alle labbra. Ma poi, ma poi no. Altro che “dimittis”, vien proprio voglia di campare ancora un po’ in questo paese di antipolitici e debuttanti allo sbaraglio. Almeno per vedere che performance farà, nel partito dell’Italia in demolizione di Beppe Grillo, nel movimento dell’affondamento felice, il generale Gregorio De Falco. Che però era capitano di fregata della Capitaneria di porto di Livorno, quando urlò il suo mitico “torna a bordo cazzo!” al capitano Schettino. E divenne il simbolo dell’Italia seria, dell’Italia che non si sfascia. Che ci fa, uno così, lì? Ma sarebbe bello, un giorno, sentiegli urlare: “Torna a casa, Rousseau”.

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Commenti all'articolo

  • luigi.desa

    05 Gennaio 2018 - 11:11

    Pannella inventò l'ossimoro radicali e liberali, oggi Bonino non da meno inventa radicali e democristiani.

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  • pg.to

    05 Gennaio 2018 - 10:10

    Questo dimostra quanto sono solo di carta - intendo, creati dai giornali - i cosiddetti "eroi" italiani. Di quelli veri non se ne vede più l'ombra da illo tempore

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  • carlo.trinchi

    05 Gennaio 2018 - 10:10

    Tabacci-Bonino sono il simbolo dell’Italia che non ce la fa a cambiare. Due cariatidi incollate all’immagine di se stessi, imperterriti e incoscienti. Il vecchio più la vecchia uniti assieme fanno il vecchio che avanza e propone più Europa. Pazzesco. Poi abbiamo i frustrati di tutti i lavori che cercano di saltare dove c’è posto e siccome i 5S hanno il carro vuoto di: “io sono”, eccoli pronti all’arrembaggio. L’unico a cui dire tu quoque è Di Falco, il maschio alfa che dall’ufficio gridava al misero Schettino di prendere a ritroso la biscaglina e tornare a bordo della nave ferita ma non affondata. Ora questo nostro eroe di gloria mancata si attacca al carro degli onestà-ta-ta e cerca di salire, chissà se con la biscaglina, sulla barca dei cittadini e fare il saluto a Di Maio e riceverne gli ordini di scuderia. Alla vanagloria, all’ambizione, all’ego represso, alle frustrazioni, all’insuccesso di se, non vi e’ limite e la scelta politica ne e’ l’epilogo naturale. Pazzesco? No vero.

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