Se Serra la pensa come la Meloni, tanti auguri a voi

Maurizio Crippa

Molto più che dalla secessione spagnola il giornalista è turbato dal referendum simbolico attraverso cui i lombardo-veneti metteranno un like sull’iPad alla domanda: vorresti che un po’ delle tue tasse rimanesse dalle tue parti?

Matteo Salvini che dice: “Il voto catalano è stato una forzatura… non ci sono nostalgie per la Padania” è un bel salto politico della quaglia, di quelli che danno da pensare a Stefano Folli, ma dovrebbero indurre a fare altrettanto Michele Serra e ampi strati della sussiegosa sinistra sabaudo-nazionale. Scrive Serra: “Che rapporto c’è tra un’identità nazionale sprovvista di lingua unitaria e storia unitaria, malvista dalla grande maggioranza della popolazione locale (la Padania); e una identità nazionale fondata su una secolare unità storica e linguistica, fortemente voluta dalla grande maggioranza della popolazione (la Catalogna)? La risposta è facile: nessun rapporto”. Molto più che dalla secessione spagnola Serra è turbato, ohibò, dal referendum puramente simbolico attraverso cui i lombardo-veneti metteranno un like sull’iPad alla domanda: vorresti che un po’ delle tue tasse rimanesse dalle tue parti? Il quesito, per Serra, è eversivo ben oltre il già “tollerato margine di indipendenza”. Insomma, piuttosto che pensarla come un normale lombardo o un normale veneto (il quale esiste, sebbene il mio amico Giuliano non ci creda) Serra preferisce dare ragione ai secessionisti e a un referendum illegale. E finisce per pensarla come Salvini sulla Padania, il che non è un bel segnale. E, peggio ancora, per pensarla sull’Italia addirittura come Giorgia Meloni. E se siamo a questo punto, tanti auguri agli sventurati abitanti della famosa Espressione Geografica.

  • Maurizio Crippa
  • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

    E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"