Esame di maturità (foto LaPresse)

Il grisbì dei commissari del concorsone e la #buonascuola

Maurizio Crippa
Piero Pelù ormai è meglio di Beppe Grillo, ha lanciato l’allarme: cari prof, non recatevi al concorsone della perfida Giannini che fa finta di assumervi – si parte il 28 aprile, ha fatto sapere, perché la scuola è immobile ma poi le cose è sempre meglio farle di fretta – e invece vi sta licenziando.

Piero Pelù ormai è meglio di Beppe Grillo, ha lanciato l’allarme: cari prof, non recatevi al concorsone della perfida Giannini che fa finta di assumervi – si parte il 28 aprile, ha fatto sapere, perché la scuola è immobile ma poi le cose è sempre meglio farle di fretta – e invece vi sta licenziando. Insomma una truffa disumana che manco al Pifferaio di Hamelin sarebbe venuta in mente. S’è beccato un rimbrotto di Maria Coscia, Pd, commissione Istruzione: “Da Piero Pelù, che se non ricordo male una volta, tanto tempo fa, era un bravo cantante, mi sarei aspettata un maggior sforzo di fantasia”. Matteo Salvini, che è più pratico nella comunicazione, è andato sul liscio: “I commissari del concorso saranno pagati meno di una sguattera del Guatemala”.

 

E se dici sguattera del Guatemala, hai vinto. Infatti nessuno gli ha replicato. Il fatto è che i commissari del concorso si fatica a trovarli, perché il conteggio fatto dagli interessati è che andranno via un migliaio di ore di lavoro. E il compenso lordo previsto è di 251 euro per il presidente e di 209 euro per i commissari per l’intero lavoro. Mentre per ogni test corretto ci sarà un bonus di ben 50 centesimi e altri 50 per ogni esame orale. Il grisbì fa più o meno un euro all’ora: per laureati vincitori di pubblico concorso. Che non saranno sguattere del Guatemala, ma si capisce perché, quando gli dici #labuonascuola, ti rispondono #mavaffanculo.

  • Maurizio Crippa
  • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

    E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"