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Fabio, Mingo e la nemesi di Striscia. (Caro Orson Welles, eri una mezza pippa)

Come il cammello evangelico dalla cruna dell’ago, è più facile che uno spettatore medio abbia visto più reportage di Striscia la notizia che non compassati servizi dell’Agenda economica di Mario Sechi su 2Next.

8 Maggio 2015 alle 06:18

Come il cammello evangelico dalla cruna dell’ago, è più facile che uno spettatore medio abbia visto più reportage di Striscia la notizia che non compassati servizi dell’Agenda economica di Mario Sechi su 2Next. Ma Sechi è un segugio dell’informazione, mai ti verrebbe in mente che ti stia bellamente prendendo per il culo. La premessa evangelica non cambia però di segno alla domanda: perché mai uno spettatore, quantunque medio, dovrebbe fidarsi ciecamente, come di un sondaggio di Pagnoncelli, di due che si chiamano Fabio e Mingo (da Bari) che ti sfornano uno dopo l’altro scoop galattici e storie di vita vissuta ai confini della realtà? E’ una domanda cui, dopo anni a decrittare balle mediatiche, ancora non so dare risposta. Sta di fatto che il Gabibbo – il Gabibbo – ha accusato Fabio e Mingo di falso (falso, il Gabibbo: all’Orson Welles di “F for Fake” non sarebbe mai venuta in mente) per due servizi su una maga sudamericana e un falso avvocato (il falso del falso avvocato: caro Orson, eri una mezza pippa). Minacce di azioni legali e alla fine Striscia li ha sospesi. I presunti contaballe hanno fornito una replica degna di un corso di semiologia: “Ci siamo sempre prodigati nell’ambito dei servizi, prodotti esclusivamente nel rispetto delle precise indicazioni ricevute, assecondando, sempre, gli autori del programma nella scelta e nelle modalità di esecuzione dei servizi stessi”. Un’onorata carriera a sbertucciare le balle degli altri, Striscia, per poi trovarsi il morto in casa. Se non è nemesi questa, la nemesi cos’è?

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