Ci vorrebbe un bel pm, per la Madonna del Nazareno

Maurizio Crippa
Ce li avessero, degli attorney come quelli di Milano, a New York. Di sicuro avrebbero già chiesto il prolungamento delle indagini (una trentina d’anni, più o meno) per l’increscioso caso dello stupro della fu giovinetta Louise Veronica Ciccone.
Ce li avessero, degli attorney come quelli di Milano, a New York. Di sicuro avrebbero già chiesto il prolungamento delle indagini (una trentina d’anni, più o meno) per l’increscioso caso dello stupro della fu giovinetta Louise Veronica Ciccone. Consenziente, non fu consenziente. E ovviamente ce ne duole, ora per allora. Retribuita, men che meno, o per dirla tutta meno di un Emilio Fede, ma non se n’è lagnata. Fu “violentata sul tetto di un edificio dopo essere stata trascinata su con un coltello puntato alla schiena”, che non è proprio un invito in uno scantinato elegante, e aveva 19 anni, un’età che qualsiasi pm ambrosiano sottoporrebbe d’ufficio al maleficio del dubbio. E la storia è questa, brutta storia. Ma ora chi glielo spiega, a una Laura Boldrini, o a una profetessa del “se non ora quando” (nel senso dei tempi di prescrizione, che come gli esami non finiscono mai). O a un teorico del corpo della ragassa come Gad Lerner, o magari anche solo a un monsignor Galantino. O a Fabio Fazio, che avuta tra le mani la più longeva icona trasgressiva della storia della musica (eccezion fatta, forse, per Katia Ricciarelli), le ha posto soltanto domande che sarebbero andate bene pure per la puntata con Paola Binetti. Chi glielo spiega, che Madonna Ciccone ora, avendoci pensato un qualche po’, ha concluso: “Non vale la pena denunciare la violenza sessuale, è troppo umiliante”. Che diranno adesso, che pure Madonna sta col Nazareno?
Di più su questi argomenti:
  • Maurizio Crippa
  • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

    E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"