cerca

Il moralismo tedesco secondo Banca d'Italia

17 Gennaio 2014 alle 16:41

Parola di Salvatore Rossi, numero 2 della Banca d'Italia:

La crisi dei debiti sovrani in Europa nasce secondo alcuni proprio da un conflitto culturale, esploso dopo il grande trauma della scoperta della vera situazione dei conti pubblici in Grecia nel 2010. Uno studio recente di Guiso, Herrera e Morelli (GHM) avanza l’idea che vi siano nei popoli europei, nonostante i forti legami odierni di integrazione economica e monetaria, dei “tratti culturali” distintivi sedimentati nei secoli, a cui i rispettivi rappresentanti politici non possono non conformarsi pena la perdita di consenso da parte dei loro elettori. Questo “vincolo di conformità” impedirebbe azioni politiche ottime dal punto di vista del benessere materiale futuro degli stessi rappresentati, ma da questi giudicate intollerabili sul piano delle “norme” sociali e culturali, quindi non praticabili dai governanti.

Nel caso specifico della crisi europea dell’ultimo biennio, a prevalere sarebbe stata l’antica norma sociale, più intensamente coltivata dai popoli del Nord Europa, secondo cui chi inganna la buona fede altrui va sottoposto sempre e comunque a una giusta punizione, anche al fine di stroncare l’azzardo morale di altri potenziali ingannatori. Il rispetto di tale norma avrebbe sovrastato più utilitaristiche considerazioni, che potevano spingere i governi di quei paesi a ricercare soluzioni più incisive e tempestive della crisi greca, poi di quella cipriota; soluzioni tali da evitare il divampare di una crisi dell’euro, pericolosa per loro stessi.

Anche se si dubiti della fondatezza di approcci antropologico-culturali e di political economy al tema delle odierne difficoltà europee, sta di fatto che il tipo di risposta data inizialmente da governi e istituzioni a quelle due crisi locali ha alimentato fra gli investitori finanziari internazionali il sospetto che l’euro non fosse davvero irreversibile, perché non davvero desiderato a ogni costo dalle genti e dai governanti d’Europa, almeno in importanti paesi fondatori. Quel sospetto ha iniziato ad attenuarsi, ma lentamente e forse ancora non fino a rientrare del tutto, solo dopo il lancio del dispositivo OMT (Outright Monetary Transactions) da parte della Banca centrale europea.

--> Tratto "Verso l’unione bancaria europea: in fondo a una strada lunga e tortuosa", intervento di Salvatore Rossi di mercoledì scorso.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi