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Geronzi pro Marchionne e pro Guarino

15 Dicembre 2013 alle 10:44

Stefano Cingolani, su Panorama, ha intervistato Cesare Geronzi, grande vecchio della finanza italiana e da ultimo (fino al 6 aprile 2011) presidente di Generali. Intervista tutta da leggere, in cui si spazia da Matteo Renzi al rischio Italia, passando per l'Europa. Due passaggi però mi permetto di sottolineare, in linea con le "fissazioni" di chi scrive e con le ultime "campagne" del Foglio.

1. Geronzi filo-Marchionne
D. Il cambio di stagione riguarda tutti i poteri forti?
R. Certo, a cominciare dagli interessi organizzati. La Confindustria, per esempio, è ancora ampiamente consociativa. Il potere dei sindacati resta esorbitante. Ha ragione Sergio Marchionne, il quale ha cercato di scuotere questa foresta pietrificata che rappresenta un grande ostacolo agli investimenti, e non solo quelli stranieri.

2. Geronzi filo-Guarino
D. E così cresce la protesta contro l'euro...
R. E' una moneta che non può essere rimessa in discussione, debbono però essere riviste alcune regole. Il professor Giuseppe Guarino non ha torto: non si può cambiare un trattato con un regolamento fatto passare, per di più, sotto gli occhi di chi non si rende conto di cosa sta decidendo.

Leggi anche:
-- Il "no euro" magistrale del professor Guarino (pubblicato a puntate sul Foglio)

Marco Valerio Lo Prete

Marco Valerio Lo Prete

Al Foglio dal marzo 2009, dove entra appena laureato in Scienze Politiche, il suo cursus honorum è il seguente: stagista, praticante, redattore dell'Economia, coordinatore del desk Economia e poi dal 2015 vicedirettore. Nasce nel 1985 sull'Isola Tiberina. Nella Capitale si muove poco: asilo, scuole elementari e medie, liceo e università, tutto nel giro di pochi chilometri quadrati. In compenso varca spesso (e volentieri) le frontiere del Paese natìo. Prima per studiare un anno nella ridente Rochester (New York, USA), poi – dopo numerose e più brevi escursioni – emigra all'Université Libre di Bruxelles per sei mesi. E a Bruxelles ci ritorna, ancora per sei mesi, per affiancare un formidabile manipolo di Radicali che lavora al Parlamento Europeo. Mentre si trova nel punto del globo più distante da Roma, facendo ricerca sull’immigrazione all’Università di Melbourne, in Australia, riceve una e-mail dal Foglio: non ci crede, pensa sia spam, invece è uno stage. Da qualche tempo si applica allo studio della lingua tedesca.  

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