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La strategia di B. su economia ed Europa

10 Novembre 2013 alle 21:13

Silvio Berlusconi: "Oggi dobbiamo prendere atto che l’attuale costruzione europea è tutt'altro che perfetta, e che occorre cambiarla in profondità. Le spinte anti-europee che stanno emergendo con forza da più parti, i movimenti populisti che si affacceranno alle prossime elezioni, non possono essere liquidati con giudizi sommari. Di essi va tenuto conto perché denunciano uno stato di cose che deve essere cambiato. Questi cittadini, dai nostri imprenditori agli "indignados" spagnoli ai "berretti rossi" che in Bretagna si ribellano a uno Stato opprimente, chiedono le stesse cose: più libertà, meno vincoli, meno burocrazia, meno tasse. E a questo dobbiamo rispondere. È la rivoluzione liberale per la quale ci siamo sempre battuti ma che non siamo riusciti a realizzare per l’opposizione e i divieti dei piccoli partiti che componevano le nostre coalizioni. È un vizio storico di noi elettori italiani che non abbiamo mai imparato a votare, non consentendo mai ad un solo partito di raggiungere la maggioranza. Quella maggioranza che sola consente di realizzare le riforme indispensabili per la modernizzazione del paese".

Dall'intervista di Silvio Berlusconi all'Huffington Post

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