cerca

Giavazzi risponde a Letta sulla grande coalizione stanca

18 Settembre 2013 alle 13:05

Lunedì scorso, a Porta a Porta, il presidente del Consiglio Enrico Letta ha lanciato una frecciatina velenosa a uno degli economisti italiani più conosciuti, Francesco Giavazzi. Il docente della Bocconi, nei suoi editoriali sul Corriere della Sera, non hai smesso di fustigare i governi italiani degli ultimi anni (incluso quello guidato dal collega Mario Monti), colpevoli essenzialmente di arrancare su riforme strutturali e riduzione della spesa pubblica. Anche l'operato dell'attuale grande coalizione, come emerge dall'intervista rilasciata oggi al Foglio, lo lascia tutt'altro che estasiato. Letta si dev'essere irritato, così lunedì scorso ha smesso per una volta i suoi toni solitamente concilianti e lo ha attaccato: "Giavazzi nel governo Monti aveva un ruolo operativo. Poteva fare le cose che ha detto", ha detto riferendosi al documento sui tagli ai sussidi pubblici all'industria commissionato all'economista dall'ex presidente del Consiglio Monti. "Il suo documento sui tagli è rimasto lettera morta", ha insistito Letta: "'Scrivere articoli' e 'fare', non è esattamente la stessa cosa".

Ecco la replica di Giavazzi, raccolta da questo blog: "Innanzitutto al presidente del Consiglio faccio notare che il mio ruolo non fu affatto 'operativo'. A me fu richiesta una ricognizione dei sussidi pubblici alle imprese, ricognizione che consegnai per tempo, poi però i tagli li avrebbe dovuti operare il Governo. Inoltre avevo già chiarito in almeno due occasioni, in un editoriale sul Corriere della Sera e in un'intervista al Foglio, che a non volere attuare quei tagli fu il ministero dello Sviluppo", guidato allora da Corrado Passera. Giavazzi infatti ha sostenuto a più riprese che ridurre le elargizioni di soldi pubblici alle imprese avrebbe svuotato quel po' che resta della cosiddetta "politica industriale", sottraendo potere di interdizione al dicastero di Via Veneto. Figurarsi, quindi! In cauda venenum, Giavazzi aggiunge pure: "Appena insediato il nuovo Governo, il ministro allo Sviluppo Zanonato mi ha contattato chiedendomi di leggere il rapporto che avevo consegnato al suo predecessore. Mi chiedo se sia normale, grande coalizione o non grande coalizione, che un governo dimissionario non trasmetta nemmeno i principali dossier rimasti aperti al governo entrante. Evidentemente quei tagli potenziali hanno voluto eliminarli anche dai cassetti!". Ma al ministro Zanonato farà piacere sapere che il "rapporto Giavazzi" è disponibile su molti siti web, incluso www.lavoce.info. Lo scambio tra "meno politica industriale" e "meno tasse" è possibile, a volerlo davvero.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi