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Il credito bancario. Sicuri che non ci sia?

16 Settembre 2013 alle 16:04

Oggi il Foglio del lunedì, rassegna ragionata dei giornali della settimana, ha pubblicato una risposta di Fabrizio Galimberti a un lettore sul Sole 24 Ore. Con dati un po' controcorrente sulla stretta del credito bancario in corso in Italia:

Prendiamo per punto di partenza il secondo trimestre del 2007, in quel momento felice (si fa per dire) quando ancora non si sapeva che di lì a poco (le prime avvisaglie della Grande recessione spuntarono nel terzo trimestre) saremmo stati colpiti dalla peggiore crisi dagli anni Trenta. Ebbene, da allora al secondo trimestre 2013, il Pil nominale non si è quasi mosso, e il valore aggiunto nominale dell'industria (dove credo il suo business sia situato) è calato del 12% (Pil reale e valore aggiunto reale sono calati ben di più). Nello stesso periodo i prestiti delle banche alle imprese non finanziarie sono invece cresciuti del 15% circa. A colpo d'occhio, non mi sembra che queste cifre supportino l'idea di una stretta creditizia selvaggia. Per quanto riguarda i mutui, le cifre sui prestiti alle famiglie per l'acquisto di case registrano a luglio 2013 uno stock che è dello 0,9% al di sotto di quello di 12 mesi fa: una cifra non patologica, data la riduzione dei prezzi delle abitazioni intervenuta nel periodo.
Per quanto riguarda i tassi,
il costo del danaro, sia per le imprese che per i mutui, è inferiore di circa un punto a quello che si aveva prima della crisi.

Conclusione di Galimberti

Le sofferenze ci sono (non mi riferisco a quelle bancarie, che ci sono anch'esse) ma il vero colpevole non è tanto l'atteggiamento delle banche quanto la mancanza di domanda, che rende tutto più difficile e aumenta una richiesta di credito che non viene soddisfatta. Non viene soddisfatta perché il mestiere delle banche è, purtroppo, per definizione pro ciclico. Quando le cose vanno male aumentano i prestiti incagliati e le banche diventano più restie a prestare soldi. la vera via d'uscita da questa situazione è la ripresa dell'economia, il traino della domanda interna ed estera.

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