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Ascoltare Confindustria sulle tasse, anzi no. Voi che dite?

9 Giugno 2013 alle 10:59

Ecco cosa ha detto tra le altre cose Yoram Gutgeld, consigliere economico di Matteo Renzi, nella sua intervista a Claudio Cerasa sul Foglio di sabato:

“La Confindustria – dice Gutgeld – rappresenta gli interessi dell’industria manifatturiera italiana, uno dei cuori sani e pulsanti della nostra economia, e giustamente lamenta l’alto costo del lavoro. L’argomento è legittimo ma la politica deve capire che il problema vero è un altro, e che la riduzione dell’Irap, ovvero della tassazione sul lavoro, per quanto auspicabile, non è la priorità assoluta. Soprattutto se andiamo a considerare un fatto che spesso passa in secondo piano: che gli industriali che oggi chiedono meno tasse sul lavoro sono gli stessi che continuano a non capitalizzare come dovrebbero le loro aziende e che non sono riusciti neppure a produrre risultati apprezzabili in termini di creazione di posti di lavoro dagli oltre 10 miliardi di riduzione della tassazione alle imprese praticate prima dal governo Prodi e poi dal governo Monti. Per questo io dico che la priorità oggi si chiama riduzione dell’Irpef sulle fasce di reddito medio-basse. Significa dare più soldi in busta paga ai lavoratori. Semplice no?”.

Voi che ne dite?

Marco Valerio Lo Prete

Marco Valerio Lo Prete

Al Foglio dal marzo 2009, dove entra appena laureato in Scienze Politiche, il suo cursus honorum è il seguente: stagista, praticante, redattore dell'Economia, coordinatore del desk Economia e poi dal 2015 vicedirettore. Nasce nel 1985 sull'Isola Tiberina. Nella Capitale si muove poco: asilo, scuole elementari e medie, liceo e università, tutto nel giro di pochi chilometri quadrati. In compenso varca spesso (e volentieri) le frontiere del Paese natìo. Prima per studiare un anno nella ridente Rochester (New York, USA), poi – dopo numerose e più brevi escursioni – emigra all'Université Libre di Bruxelles per sei mesi. E a Bruxelles ci ritorna, ancora per sei mesi, per affiancare un formidabile manipolo di Radicali che lavora al Parlamento Europeo. Mentre si trova nel punto del globo più distante da Roma, facendo ricerca sull’immigrazione all’Università di Melbourne, in Australia, riceve una e-mail dal Foglio: non ci crede, pensa sia spam, invece è uno stage. Da qualche tempo si applica allo studio della lingua tedesca.  

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