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Piccoli Grover Norquist crescono. In Italia

21 Febbraio 2013 alle 20:57

Giovani (e italiani) Grover Norquist crescono. L'appello dei Tea Party Italia, che ospito più sotto sul blog, punta infatti a far impegnare quanti saranno eletti nel prossimo Parlamento a non mettere ancora le mani nelle tasche degli italiani. Ce la faranno? (mvlp)

Un impegno concreto per non aumentare le tasse. Questo é quello che ha chiesto il movimento del Tea Party Italia ai vari candidati, sottoponendogli il manifesto "una firma contro le tasse”. Le motivazioni economiche per impegnarsi su una tale posizione, secondo noi, sono ottime: la spesa pubblica in Italia é cresciuta ininterrottamente dagli anni Sessanta a oggi. Per finanziare questa enorme spesa pubblica, la pressione fiscale é lievitata da circa il 25 per cento degli anni Sessanta al 46 per cento di oggi, con picchi attorno al 60 per cento sulle piccole e medie imprese. Questo enorme peso fiscale schiaccia le nostre imprese e le fa scappare all’estero. In Svizzera, ad esempio, la pressione fiscale sulle imprese puó scendere fino al 13 per certo in certi cantoni mentre i servizi rimangono eccellenti.

Questa anomalia italiana non mette le nostre imprese nella condizione di competere sui mercati internazionali e distrugge migliaia di posti di lavoro. Come fare per cambiare la situazione? Molti sono stati i politici che hanno promesso tagli di tasse in campagna elettorale, salvo poi rimangiarsi le promesse una volta eletti. Il Tea Party Italia ha quindi elaborato questo meccanismo: i candidati che firmano il pledge si impegnano a non votare aumenti di tasse durante il loro mandato. Essi verranno poi monitorati dal nostro movimento durante la legislatura e se non manterranno la loro parola, il Tea Party si impegna a dare massimo risalto alla violazione dell’impegno, rendendoli responsabili di fronte ai loro elettori. Se invece rispettano l’impegno, guadagneranno in reputazione. Insomma, si tratta di mettere in campo un’insieme di incentivi e meccanismi reputazionali pre e post elettorali molto forti che inchiodino gli eletti alle promesse fatte.

L’iniziativa ha avuto un buon successo. Ad oggi, 35 candidati hanno firmato il pledge: 13 dal Pdl, 12 da Fare per Fermare il Declino, 6 da Fratelli D’Italia, 2 da La Destra e uno ciascuno per Scelta Civica e Futuro e Libertá per l’Italia. Colpisce il numero di candidati da Fare per Fermare il Declino, un movimento nato da poco ma che ha nel suo DNA la riduzione della spesa pubblica e delle tasse. I punti 2 e 3 del programma chiedono infatti un taglio di 5 punti di PIL della pressione fiscale e 6 punti di spesa pubblica, documentando nel dettaglio i numeri su come ottenere questi rivoluzionari risultati.
 
Insomma, se avete a cuore la riduzione delle tasse e siete alla ricerca di candidati disposti a dare la loro parola d’onore che non alzeranno le tasse, date un’occhiata alla lista completa dei firmatari su www.unafirmacontroletasse.it. Non si puó piú dare carta bianca ai politici, é arrivato il momento di pretendere anche da loro un rispetto ferreo dei loro impegni!

di Gabriele Giovanni Vecchio
Tea Party Italia

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