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Alitalia in bianco

Stupisce vedere un aereo "bianco" senza livrea, senza logo, dopo un incidente. Viene anche da pensare, a essere maligni, che sia solo la più recente strategia di marketing di Alitalia per evitare di essere etichettata come compagnia "inaffidabile". Eppure, nel settore aereo, è una prassi togliere le tracce di loghi e bandiere dopo un incidente. 

4 Febbraio 2013 alle 13:09

Stupisce vedere un aereo "bianco" senza livrea, senza logo, dopo un incidente. Viene anche da pensare, a essere maligni, che sia solo la più recente strategia di marketing di Alitalia per evitare di essere etichettata come compagnia "inaffidabile" dal momento che l'Atr 72 uscito da pista a Fiumicino era un volo operato da una compagnia rumena, la Carpatair, cui Alitalia "appalta" da un anno alcune rotte interne. 

Eppure, nel settore aereo, è una prassi togliere le tracce di loghi e bandiere dopo un incidente per evitare un "danno reputazionale" (anni fa dopo un incidente a Catania con un MD80, uscito di pista per un'improvvisa folata di vento, non era stato fatto tempestivamente; "sverniciato" invece con solerzia un altro MD80 schiantatosi contro un camion durante il rullaggio a Trieste). Per sbiancare l'aereo fermo a Fiumicino, la notte di sabato scorso, Alitalia ha chiesto e ottenuto il permesso dalla procura di Civitavecchia

Il vero danno reputazionale per la compagnia di fatto c'era già stato, senza bisogno di togliere il logo. Infatti, se l'obiettivo di Cai era quello di difendere "l'italianità" della compagnia di bandiera si può dire che con l'arrivo di Carpatair sia stato mancato. 

La compagnia rumena lavora per Alitalia da circa un anno e opera su rotte come Roma-Pisa, Roma-Ancona, Roma-Bologna. Fa voli italiani, interni, con equipaggio e aerei rumeni (gli Atr72, ad esempio, non risultano in flotta Cai). In pratica 200 posti di lavoro sono appannaggio della compagnia di Timisoara. Alitalia motivava l'arrivo di Carpatair con la necessità di servire al meglio il territorio nazionale in particolare in estate, quando l'affluenza è massima. L'esistenza di Carpatair è un fatto noto, denunciato spesso dai sindacati che adesso chiedono a Alitalia non solo di sospendere i voli Carpatair – com'è stato fatto dopo l'incidente di Fiumicino – ma di rescindere il contratto. 

Il fatto è così noto che è utile aggiungere un vecchio episodio, di luglio. Recupero dei miei appunti di allora per raccontare la rivolta dei passeggeri. 

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E' stata una sgradita sorpresa per i clienti Alitalia diretti a Pisa da Fiumicino. Arrivati sottobordo con in mano un biglietto della ex compagnia di bandiera si sono trovati a dover salire su un aereo della rumena Carpatair. Secondo Alitalia è un normale contratto d'affitto, come accade spesso nel periodo estivo, per supplire alla carenza di  piccoli aerei propri in grado di offrire lo stesso servizio. Eppure i passeggeri si sono ribellati, rifiutandosi di salire. Forse non a torto perché seppure la Carpatair sia un'apprezzata compagnia low cost per i voli verso Timisoara i resoconti su giornali e blog specializzati stranieri sono a tinte fosche: in sostanza risulta oggetto di guasti frequenti. In ogni caso, anche se ha passato le verifiche delle autorità europee ed è controllata dall'Enac, il suo equipaggio non parla l'italiano ed è contro le regole. Alla fine i passeggeri disorientati hanno puntato i piedi, c'è stata una ribellione, e si è reso necessario l'intervento della polizia aeroportuale (Polaria) per convincerli a prendere l'aereo. Salite a bordo. Punto.

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L'incidente è un'altra tegola su Alitalia che ha rinviato il Cda in programma per oggi nel quale si sarebbe dovuto discutere il riassetto societario e approfondire la trattativa per la cessione (questa è un'ipotesi) ad Air France.  

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