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Il welfare state non è morto, Berlino docet. Sicuri?

La risposta del direttore generale dell'Istituto Bruno Leoni, Alberto Mingardi, a Federico Rampini, inviato di Repubblica, intervistato sul Foglio

12 Gennaio 2013 alle 18:02

Al direttore - Avrà senz’altro ragione Rampini: la Germania è “la confutazione” della tesi che vede nel vecchio stato sociale europeo, pachidermico, iperburocratizzato ed eternamente affamato di tasse una minaccia per la solidità delle nostre economie. Fra il 1996 e il
2011, in un campo non proprio periferico del welfare quale è la sanità, quel paese ha visto un aumento sostanziale degli ospedali privati for profit (+66 per cento) a fronte di una riduzione non trascurabile (-33 per cento) degli ospedali statali. I tedeschi sono legittimamente orgogliosi del loro modello sociale. Sarà per questo che preferiscono garantirgli un futuro, accettando un’iniezione di concorrenza, che erigergli compiaciuti un bel monumento funebre.

di Alberto Mingardi

-- Leggi qui l'articolo del Foglio con intervista a Federico Rampini (Repubblica) sul welfare state europeo

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