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Giubilo per la Bce, ma quante cattive notizie da Draghi

5 Luglio 2012 alle 15:13

Il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, ha battuto ogni record abbassando per la prima volta il tasso d'interesse di riferimento sotto l'1 per cente. Bene. Ma quante cattive notizie ci ha dato lo stesso governatore nella sua conferenza stampa? Non poche. Eccone alcune:

"Alcuni dei rischi negativi previsti per l'outlook della crescita dell'Eurozona si sono materializzati. (…) La crescita economica nell'Eurozona continua a rimanere debole, con elevata incertezza che pesa sulla fiducia".

"Su base trimestrale, la crescita reale del pil dell'Eurozona è rimasta piatta nei primi tre mesi del 2012, dopo un declino dello 0,3 per cento nel trimestre precedente. (…) In particolare si prevede che le tensioni in alcuni mercati del debito sovrano dell'Eurozona e il loro impatto sulle condizioni del credito, il processo di aggiustamento dei bilanci nei settori finanziario e non e l'alta disoccupazione influenzeranno l'impulso sottostante verso la ripresa".

"I rischi negativi si riferiscono anche a un possibile nuovo incremento dei prezzi dell'energia nel medio periodo".

"Il tasso di crescita annuale dei prestiti al settore privato è diminuito dello 0,4 per cento a maggio . Anche i tassi di crescita dei prestiti per le imprese non finanziarie e i consumatori sono diminuiti a maggio, rispettivamente dello 0,2 e dell'1,3 per cento".

Marco Valerio Lo Prete

Marco Valerio Lo Prete

Al Foglio dal marzo 2009, dove entra appena laureato in Scienze Politiche, il suo cursus honorum è il seguente: stagista, praticante, redattore dell'Economia, coordinatore del desk Economia e poi dal 2015 vicedirettore. Nasce nel 1985 sull'Isola Tiberina. Nella Capitale si muove poco: asilo, scuole elementari e medie, liceo e università, tutto nel giro di pochi chilometri quadrati. In compenso varca spesso (e volentieri) le frontiere del Paese natìo. Prima per studiare un anno nella ridente Rochester (New York, USA), poi – dopo numerose e più brevi escursioni – emigra all'Université Libre di Bruxelles per sei mesi. E a Bruxelles ci ritorna, ancora per sei mesi, per affiancare un formidabile manipolo di Radicali che lavora al Parlamento Europeo. Mentre si trova nel punto del globo più distante da Roma, facendo ricerca sull’immigrazione all’Università di Melbourne, in Australia, riceve una e-mail dal Foglio: non ci crede, pensa sia spam, invece è uno stage. Da qualche tempo si applica allo studio della lingua tedesca.  

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