La sbronza autolesionista di Spalletti

Quello che non so e non vorrò mai sapere su Inter-Juventus. E quello che so su Orsato, la Juve, Allegri e il Napoli

1 Maggio 2018 alle 06:00

La sbronza autolesionista di Spalletti

Luciano Spalletti (foto LaPresse)

Ringrazierò in eterno il meraviglioso Tech Festival del Foglio che si è svolto sabato a Venezia, che mi ha impedito, nell’ordine, alcune azioni autolesioniste al limite del parossismo suicida: a) di vedere la partita; b) di seguire anche soltanto un commento sullo smartphone, o di sbirciare gli highlights malandrini; c) di leggere i giornali e i commenti del giorno dopo, perché la Giudecca è così meravigliosamente bella che i giornali non ci arrivano. E ringrazierò me stesso per avere, con cocciuto malumore, distolto gli occhi da tutte le chat. Però, a mente fredda, e tardivamente informato dei fatti, devo dire che tutti gli ettolitri di spritz che sono scivolati sulla Laguna nel weekend fogliante non sono niente, ma niente, di fronte alla sbronza colossale, demenziale, furibonda e autolesionista di Luciano Spalletti, lo Sun Tzu della disfatta. Neanche con in corpo tutto lo spritz del mondo un allenatore normale avrebbe tolto Icardi, a dieci minuti dalla fine, mentre i ragazzi eroici stavano vincendo in rimonta, in dieci contro undici, una partita d’altri tempi ed epica (così mi hanno riferito, il lunedì). Per mettere Santon. Per il patatrac. Niente, non resta che l’alcolismo, dopo questo. Ma di tutto questo, grazie al Tech Festival del Foglio, nulla so e nulla altro vorrò mai sapere.

 

So soltanto questo: a) Orsato è il più cornuto degli arbitri, lui e il suo fratello tifoso; b) i suoi labiali a culo di gallina Allegri se li può deporre in quel posto, dove tiene la Coppa con le grandi orecchie; c) la Rubentus ruba; d) l’unica squadra più ridicola dell’Inter è il Napoli, inteso anche come sindaco.

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