Allegria, Fratelli Bauscia

Maurizio Crippa

L'Inter sabato prossimo aspetta la Juventus dopo avere rischiato grosso contro il Chievo

E va bene così, ai Fratelli Bauscia. Nel weekend pieno di soddisfazioni – sadiche soddisfazioni, ma del resto il tifo cos’è? Sadismo ogni tanto e voluttuoso masochismo il più delle volte – in cui prima il Benevento ha mazzolato i Cacciaviti e poi Koulibaly è salito insensibile in cielo per inzuccare una bomba aria-terra, che ci importa a noi, di altro? La Fallibile Armada dello Sun Tzu di Certaldo ha spezzato le reni al Chievo (al Chievo, eh) dopo aver sofferto e sudato le sette camicie come Mattarella alle consultazioni. E aver rischiato pure di beccare il pari, proprio al minuto che un tempo era detto Zona Cesarini ma ormai per tutti è Zona Insensibilità. Ma niente, faceva un caldo boia, a Verona, e va bene così. Tanto – che ve lo dobbiamo spiegare a fare? – il guaio era già fatto. Molto prima, e girate come volete la kabala, e confrontate tutte le medie del Fantacalcio, e il calendario, ormai il futuro è appeso a un filo. O a un filo interdentale, nel senso di quello del culo. Ci sarà tempo (forse) per domandarsi come mai la squadra guidata dal Ministro della Difesa Spalletti Luciano – uno tosto e col carisma, uno che dai suoi soldatini coi piedi di piombo sa spremere consapevolezza e impegno – sia riuscita a buttare tutti i punti facili che ha buttato, e adesso sia lì, a guardare dal basso le chiappe delle romane (non nel senso che pensate voi, sbirciatori compulsivi delle fotografie di Jack O’Malley: nel senso di Roma e Lazio) sapendo che sarà difficile sorpassarle, quelle sono allegre e piene di verve, vanno per la loro strada sculettando bel calcio. Così sabato arriva quella, la Vecchia Signora. E sarà finale vera, e sarà sofferenza. L’ha detto pure Allegri. Ma noi Bauscia, sempre allegri.

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  • Maurizio Crippa
  • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

    E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"