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Il videocommento

Tutti i vincitori dei Nastri d'Argento 2020

Assegnati nel giorno del lutto per Ennio Morricone. Da "Favolacce", che vince film e sceneggiatura, al "Pinocchio" di Garrone, miglior regista. E poi un nugolo di premi speciali: non ci sono mai abbastanza riconoscimenti per tutti

7 Luglio 2020 alle 14:07

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Assegnati nel giorno del lutto per Ennio Morricone, i Nastri d'Argento hanno premiato Favolacce dei fratelli D'Innocenzo, miglior film e migliore sceneggiatura, già premiata alla Berlinale, l'ultimo festival prima della chiusura – si spera nella Mostra del cinema di Venezia, ma il ritorno alla normalità è ancora lontano. Favolacce è un film cupo, nero, nelle villette di periferia con piscina gonfiabile. E a differenza di molti film italiani ha una bella fotografia, un'idea di racconto cinematografico e grazie al cielo pochissimo impegno sociale. Migliore regia a Matteo Garrone per Pinocchio, che era il rivale diretto di Favolacce - avevano 9 candidature ciascuno - con Roberto Benigni che si aggiudica il nastro per migliore attore non protagonista. Il migliore protagonista è Pierfrancesco Favino, sotto le protesi facciali che in Hammamet ne fanno un Craxi quasi perfetto. Marco D'Amore di Gomorra è il miglior regista esordiente per L'Immortale. Miglior soggetto a Giuseppe Avati, al fratello Antonio e al figlio Tommaso, per Il signor Diavolo, un film che fa parecchia paura e che riporta Pupi Avati alle sue origini di regista horror. Figli di Giuseppe Bonito è la miglior commedia. Sono stati separati dramma e commedia, se no un attore e un'attrice brillante non avrebbero nessuna chance. Un nugolo di premi speciali: non ci sono mai abbastanza riconoscimenti per tutti. Nastro speciale a Lorenzo Mattotti per La famosa invasione degli orsi in Sicilia. Film dell'anno Volevo nascondermi, la storia del pittore Antonio Ligabue raccontata – bisogna dire con una certa asciuttezza – da Giorgio Diritti. Premio della legalità ad Aspromonte, il film di Mimmo Calopresti. E qui il cinema comincia davvero a entrarci poco.

Mariarosa Mancuso

Critica cinematografica, ha studiato filosofia e ha cominciato a occuparsi di cinema per le radio della svizzera italiana. Lavora per Il Foglio sin dai primi numeri e ha tradotto i racconti di Edgar Allan Poe. Ha raccolto le recensioni di un anno di lavoro in un libro del Foglio che ha preso il nome dalla rubrica del sito, Nuovo cinema Mancuso. Nel 2010 Rizzoli ha aggiornato e ristampato Nuovo cinema Mancuso, con la partecipazione di Giuliano Ferrara e Aldo Grasso.

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