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Storia di un maschio italiano all'estero

Zalone in "Tolo Tolo" non capisce niente di quel che succede attorno a lui, ma si propone come faro di qualunque causa e civiltà, sushi o cremina per il contorno occhi

11 Gennaio 2020 alle 06:00

Storia di un maschio italiano all'estero

Una scena di "Tolo Tolo" (screenshot da YouTube)

Monsieur Hulot va in Africa. Al personaggio di Jacques Tati somiglia ormai Checco Zalone, sagoma che un paio di film fa girava nel paesello calabrese tra i vecchi di nero vestiti cercando bambini (“sono alti più o meno così, giocano…”) e in Africa ha il terrore di essere finito “in un villaggio family? Con il miniclub?”. Sembra incredibile che i più brillanti cervelli del paese, e anche quelli così così, stiano accapigliandosi per decidere se “Tolo Tolo” è pro o...

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Mariarosa Mancuso

Critica cinematografica, ha studiato filosofia e ha cominciato a occuparsi di cinema per le radio della svizzera italiana. Lavora per Il Foglio sin dai primi numeri e ha tradotto i racconti di Edgar Allan Poe. Ha raccolto le recensioni di un anno di lavoro in un libro del Foglio che ha preso il nome dalla rubrica del sito, Nuovo cinema Mancuso. Nel 2010 Rizzoli ha aggiornato e ristampato Nuovo cinema Mancuso, con la partecipazione di Giuliano Ferrara e Aldo Grasso.

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