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Addio a Buck Henry, sceneggiatore affamato di trama e personaggi

Da “Il laureato” a “Il paradiso può attendere”

9 Gennaio 2020 alle 19:22

Addio a Buck Henry, sceneggiatore affamato di trama e personaggi

Buck Henry e Teri Garr nel 1977 (foto LaPresse)

Voglio dirti una sola parola: plastica. L’avvenire del mondo è nella plastica. Pensaci!”. Se lo sente dire ne “Il laureato” il giovane Ben: Dustin Hoffman con la faccia da giovanotto senza arte né parte, e comunque al momento ingolosito soprattutto dalle gambe di Mrs Robinson. Dobbiamo la felice sintesi allo sceneggiatore Buck Henry, che non fu neanche la prima scelta. Il regista Mike Nichols aveva già respinto un paio di copioni tratti dal romanzo di Charles Webb (a furia di...

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Mariarosa Mancuso

Critica cinematografica, ha studiato filosofia e ha cominciato a occuparsi di cinema per le radio della svizzera italiana. Lavora per Il Foglio sin dai primi numeri e ha tradotto i racconti di Edgar Allan Poe. Ha raccolto le recensioni di un anno di lavoro in un libro del Foglio che ha preso il nome dalla rubrica del sito, Nuovo cinema Mancuso. Nel 2010 Rizzoli ha aggiornato e ristampato Nuovo cinema Mancuso, con la partecipazione di Giuliano Ferrara e Aldo Grasso.

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