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La “quota patria” è il flagello di ogni festival e la Berlinale non fa eccezione

Le scelte "coraggiose" del quasi ex direttore Dieter Kosslick

11 Febbraio 2019 alle 17:33

La “quota patria” è il flagello di ogni festival e la Berlinale non fa eccezione

"Der Goldenen Handschuh”, un film di Fatih Akin

Diciamo “serial killer”, pensiamo agli Stati Uniti. Ma il vero Jack lo Squartatore operava nell’East End londinese. E l’immaginario Moosbrugger – in “L’uomo senza qualità” di Robert Musil – uccide nella Vienna di inizio Novecento, provocando un brivido tra chi prima biasimava le manie scandalistiche dei giornali: “Poteva addirittura succedere che nell’andare a letto un irreprensibile capodivisione o procuratore di banca dicesse all’assonnata moglie: ‘Che cosa faresti adesso, se io fossi un Moosbrugger…?’”. Tedesco era “M-Il mostro di Düsseldorf”, suggerito...

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Mariarosa Mancuso

Critica cinematografica, ha studiato filosofia e ha cominciato a occuparsi di cinema per le radio della svizzera italiana. Lavora per Il Foglio sin dai primi numeri e ha tradotto i racconti di Edgar Allan Poe. Ha raccolto le recensioni di un anno di lavoro in un libro del Foglio che ha preso il nome dalla rubrica del sito, Nuovo cinema Mancuso. Nel 2010 Rizzoli ha aggiornato e ristampato Nuovo cinema Mancuso, con la partecipazione di Giuliano Ferrara e Aldo Grasso.

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