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Contagiati da Bird Box

L’idea non è particolarmente brillante né originale. Neppure la regia. Son quelle storie contagiose che fanno scattare il passaparola. E il film con Sandra Bullock, dice Netflix, è stato visto da 80 milioni di famiglie

18 Gennaio 2019 alle 19:18

Contagiati da Bird Box

Sandra Bullock in una scena di Bird Box

Miracolo. O mossa tattica per far sì che i giurati degli Oscar abbiano un occhio di riguardo per “Roma”, spingendolo verso l’agognata statuetta. Netflix ha cacciato finalmente qualche cifra diversa dal numero di abbonati mondiali che cresce, certo, ma prima o poi si fermerà (negli Usa hanno aumentato i prezzi, compensazione preventiva). “Bird Box”, il film di Susanne Bier con Sandra Bullock, è stato visto da 80 milioni di famiglie, annuncia il comunicato ufficiale.

 

Siamo daccapo. La cifra è enorme, mancano però le pietre di paragone. Se non il fatto che “Elite” – l’unica tra le serie record che abbiamo visto – ha totalizzato 20 milioni (chissà poi se l’hanno vista tutta, e quanti ne avrà fatti invece “La casa di carta”?) Sarebbe più interessante sapere quante “famiglie” ha messo insieme il film di Alfonso Cuarón, per capire se anche su Netflix le palline del pubblico e le stellette della critica non combaciano.

 

  

La morte avrà i tuoi occhi” è il titolo italiano del romanzo di Josh Malerman da cui il film è tratto (esce da Piemme). Che il film fosse andato benissimo, si capiva dalla “Bird Box Challenge”: bendatevi gli occhi e provate a fare le cose che fa Sandra Bullock nel film, assieme a Bambino e Bambina. I piccoli non hanno nomi per non affezionarsi troppo in caso venissero a mancare. Siamo in un mondo minacciato da mostri che arrivano dall’Est, Russia e poi Europa. Basta guardarli, e prende la voglia irresistibile di suicidarsi. Il “Bird Box”, la scatola con gli uccellini, funziona come il canarino nella miniera: avvertono cinguettando del pericolo incombente.

 

L’idea non è particolarmente brillante né originale. Neppure la regia. Son quelle storie contagiose che fanno scattare il passaparola (e su internet, le puntigliose spiegazioni sulle differenze tra il romanzo e il film: per esser gente che ha più di trenta libri in casa, ne manca sempre qualcuno). Per essere cattivi si dice che la sceneggiatura è stata scritta dall’algoritmo. Per essere più cattivi, il New Yorker anticipa quali saranno le prossime mosse dell’algoritmo ringalluzzito da tanto successo.

 

In “Bird Bag”, Sandra Bullock lascerà bendata il caseggiato per procurare una crema antibrufoli a Bambino e Bambina che ormai sono cresciuti. Tiene gli uccellini in una borsa Fendi. “Big Bird Box” sarà un crossover con i Muppets, guest star il gigantesco pennuto giallo. “Bird Boxing” sarà un combattimento tra uno struzzo e un pappagallo, anche questo grandicello. “Bird Box Set” sarà un documentario in 14 puntate sulla vita di Charlie “Bird” Parker, i demoni sono garantiti invisibili. Un’edizione speciale di Masterchef vedrà gareggiare concorrenti bendati, il tatto e l’odorato sono più che sufficienti per una cupcake. In “Bird, BoxMarie Kondo aiuterà canarini accumulatori di ossi di seppia a far ordine nella gabbietta.

Mariarosa Mancuso

Critica cinematografica, ha studiato filosofia e ha cominciato a occuparsi di cinema per le radio della svizzera italiana. Lavora per Il Foglio sin dai primi numeri e ha tradotto i racconti di Edgar Allan Poe. Ha raccolto le recensioni di un anno di lavoro in un libro del Foglio che ha preso il nome dalla rubrica del sito, Nuovo cinema Mancuso. Nel 2010 Rizzoli ha aggiornato e ristampato Nuovo cinema Mancuso, con la partecipazione di Giuliano Ferrara e Aldo Grasso.

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