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I cinema diventeranno una piccola comunità di appassionati?

Molte sale, in Italia e all'estero, prendono questa strada per affrontare la crisi

25 Agosto 2018 alle 06:00

I cinema diventeranno una piccola comunità di appassionati?

Foto Wikipedia Commons

Afflitti ancora una volta dal terrificante intervallo tra primo e secondo tempo di un film, viene voglia di curiosare sul futuro delle sale cinematografiche. Ammesso che le sale continueranno a esistere e a fornire proiezioni decenti. Per esempio la AMC, ovvero la più più grande catena mondiale – con moltissime sale negli USA – ha praticamente confessato che loro i mascherini non li usano mai. Dicesi mascherino l’aggeggio che fa combaciare il formato del film e lo schermo, evitando che una parte della scena finisca sul sipario (o gli attori abbiano le teste tagliate).

 

L’altra volta che ci eravamo lamentati dell’intervallo, il distributore del film ha fatto pervenire un messaggio scandalizzato – ma dai, ma come, inaudito, dev’essere stato uno sbaglio, e via così. Diciamo allora che il misfatto si è compiuto al cinema The Space di Milano. Proiettavano “Crazy & Rich”, l’ultimo campione di incassi dell’estate americana (qui considerato indegno di un’anteprima stampa). Tutto con attori asiatici, si vedranno tre bianchi in tutto e fanno la parte degli idioti – se avete bisogno di un alibi per vedere una commedia scema ma che fa ridere.

 

A Toulouse hanno inventato il cinema effimero, o “temporary”. Come i negozi che aprono, diventano il luogo dove andare assolutamente, spariscono e riaprono da un’altra parte (ma intanto siamo lì in coda per entrare, potrebbe essere una soluzione: code ai botteghini ormai se ne vedono pochissime). La Forêt Électrique nasce dall’idea di due spettatori appassionati – e futuri esercenti – che hanno girato duecento sale in 18 paesi europei. Il loro cinema effimero ripartirà per una seconda stagione dal 12 settembre al 3 novembre, nel terreno di una fabbrica di munizioni dismessa.

 

L’intenzione: creare una comunità, come a Milano sta facendo “Il Cinemino”, e come il cinema Beltrade è già riuscito a fare, anche grazie alla sua posizione. Una volta era squallida e pericolosa periferia vicino alla stazione (ci si andava per le anteprime). Ora è NoLo, North of Loreto, là dove fioriscono i locali. Niente di particolarmente originale, con il suo bar, e i suoi hot dog vegani (qualsiasi cosa siano, magari felafel giganti). La programmazione è fatta (anche) a gentile richiesta, coinvolgendo gli spettatori.

  

All’opposto, qualcuno già immagina sale dove sarà consentito – a chi non riesce a stare senza – l’uso e l’abuso degli smartphone. Per i post e i tweet, come accadeva alla Mostra di Venezia fino all’anno scorso. Era una nobile gara a chi per primo stroncava o lodava (più spesso, dettagliava una scena di sesso particolarmente gustosa). Da quest’anno, tutto vietato. Bisogna tenere le dita a posto fino alla proiezione ufficiale. Per riuscirci, Cannes ha cancellato le proiezioni anticipate per la stampa. Si dubita assai che al Lido vinca l’autodisciplina.

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