Le balle di Spielberg in "The Post"

Se volete sapere cosa furono i Pentagon Papers non affidatevi a una sceneggiatura maldestra che insiste sull’eroismo inesistente dei giornalisti. Leggeteli, e vedrete che gli storici del Pentagono hanno da dire cose più vere e profonde

Le balle di Spielberg in "The Post"

"The Post", di Steven Spielberg

Nel film di Spielberg “The Post”, che nel contenuto è un banale comizietto sul free speech mentre il suo “Lincoln” era una complessa ricostruzione del nesso eroico tra politica dura, corruzione, parlamentarismo, guerra e libertà, ci sono due balle. Una notoria. Lo scoop non fu del Post ma del Times. Ben Bradlee, direttore del giornale di Washington, venne dopo Abe Rosenthal (direttore del Times) e Jim Greenfield (assistant managing editor) e Neil Sheehan (il cronista che si procacciò, senza riceverlo...

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    09 Febbraio 2018 - 13:01

    Caro Ferrara, lei narra, illustra, entrando acutamente nelle pieghe e nei recessi, il fatale andare della natura umana. Dominata, schiava obbligata dei due istinti primordiali, ineliminabili: quello di sopravvivenza e quello della brama del potere. Lo racconta così bene, in modo così culturalmente esaustivo, con una prosa così avvincente, da far pensare che siano cose che possano essere risolte dall'uomo, cioè dalla sua natura. Nel nostro intimo sappiamo che non è possibile. Però è bello, anzi indispensabile, far finta che si possa venirne a capo.

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