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Il cinema al tempo del matrimonio tra Disney e 21th Century Fox

Così passano di mano le divisioni che producono blockbuster come “Avatar” o “Il pianeta delle scimmie”. “Finalmente sarà svelata l’attrazione sessuale che lega Topolino a Deadpool”, ha twittato l'attore Ryan Reynolds

18 Dicembre 2017 alle 09:35

Il cinema al tempo del matrimonio tra Disney e 21th Century Fox

Foto LaPresse

“Finalmente sarà svelata l’attrazione sessuale che lega Topolino a Deadpool”. Lo ha scritto in un tweet Ryan Reynolds, l’attore nella tuta rossa del più sboccato tra gli X-Men forniti dalla premiata ditta Marvel. Nel film diretto da Tim Miller l’uomo mascherato si rivolgeva direttamente allo spettatore, parole a raffica che i bambini non potevano sentire: come sia riuscito ad avere due candidature ai Golden Globe dell’anno scorso è un mistero ancora da svelare. Era il commento più gustoso alla notizia che la Disney si è pappata – gireranno 65 miliardi di dollari, tra azioni comprate e debiti rilevati – tutta la galassia Fox che non fa informazione.

 

Passano di mano le divisioni che producono blockbuster come “Avatar” o “Il pianeta delle scimmie”. Serie tv longeve come “I Simpson”. Film da festival e da Oscar come “Birdman” o “The Shape of Water” di Guillermo del Toro. Per ultima – ma sarà la capofila, guardando al futuro – la piattaforma streaming Hulu (con “Il racconto dell’ancella” si è aggiudicata il primo Emmy televisivo della storia, battendo Amazon e Netfilx pigliatutto).

 

Gestirà la delicata fusione Bob Iger, cercando di non lasciarsi sfuggire nessuna possibilità e nessun intreccio creati dal nuovo colosso – se il governo degli Stati Uniti non segnalerà il rischio monopolio, mettendo qualche bastone tra le ruote. Se il nome non vi dice: è il superboss della Walt Disney Company che già comprò la Pixar, la Marvel e la LucasFilm. Le ricadute arriveranno fino a Sky Italia, che appunto era parte del gruppo Fox ora parzialmente ceduto da Rupert Murdoch.

 

Tornano sotto un’unica ditta i film della saga “Guerre stellari” passati, attuali e futuri. In buona compagnia con i prossimi tre “Avatar” minacciati da James Cameron (le date per ritrovare i giganti blu un po’ scemini sono 2020, 2021, 2024, 2015: restiamo ammirati per l’impegno e la devozione, proprio non aveva voglia di prendersi una pausa?). Gli incassi natalizi alla Disney-Fox non dovrebbero mancare mai, e intanto – già sapevano? era parte dell’accordo? – al Walt Disney Resort in Florida è stato aperto il parco a tema Pandora. Sali a bordo del canotto e avanzi sotto un cielo di meduse fosforescenti. Altro che le secchiate d’acqua a mo’ di rapide e gli attori senza scrittura vestiti da Topolino nella prima Disneyland.

 

Topolino, appunto. L’insinuazione di Ryan Reynolds sull’attrazione sessuale per Deadpool punta il dito sui patrimoni della “21st Century Fox” – nata “20th Century Fox” nel nel 1934, ha dovuto aggiornarsi – che mal si conciliano con la vocazione “film per famiglie” che ancora ingabbia – e avvantaggia – la Disney. Se dovesse rifiutare le molestie di Topolino, Deadpool potrebbe farsi molestare da altri eroi della Marvel. Son tutti tornati sotto lo stesso tetto, e oltre allo spegnimento dei Simpson temiamo squadroni di supereroi sempre peggio assortiti.

Mariarosa Mancuso

Critica cinematografica, ha studiato filosofia e ha cominciato a occuparsi di cinema per le radio della svizzera italiana. Lavora per Il Foglio sin dai primi numeri e ha tradotto i racconti di Edgar Allan Poe. Ha raccolto le recensioni di un anno di lavoro in un libro del Foglio che ha preso il nome dalla rubrica del sito, Nuovo cinema Mancuso. Nel 2010 Rizzoli ha aggiornato e ristampato Nuovo cinema Mancuso, con la partecipazione di Giuliano Ferrara e Aldo Grasso.

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