La Bella Addormentata e 50 sfumature di molestia

Le minacce di Uma Thurman, la pausa di John Lasseter dalla Disney e dalla Pixar. E ora sono tempi duri anche per i principi delle favole

24 Novembre 2017 alle 21:45

50 sfumature di molestia

Uma Thurman in Kill Bill

Un campo minato. Sempre di più. Non si capisce chi avrà il coraggio di sminarlo, sono mestieri che costano la vita. Ora esiste la molestia a mezzo cinema. La denuncia Sarah Gordon, una stagista che lavorava al programma “The Charlie Rose Show” (con effetto immediato il giornalista è stato licenziato dalla Cbs, dove conduceva il programma del mattino). Il film incriminato si intitola “Secretary”, lo ha girato nel 2002 il regista Steven Shainberg – poi si è perso in un ritratto della fotografa Diane Arbus intitolato “Fur”, con Robert Downey jr e Nicole Kidman.

        
Lei era Maggie Gyllenhaal, una segretaria che sbagliava apposta per farsi sculacciare dal capo James Spader (piuttosto fascinoso dopo il soderberghiano “Sesso, bugie e videotape”). All’origine, un racconto di Mary Gaitskill che sta in tutte le biblioteche senza meritarsi l’inferno. Wikipedia, che brilla per pruderie, lo definisce “una commedia con elementi di humor nero”. Insomma, roba che al massimo va vietata ai minori di quattordici anni (che peraltro non vanno al cinema ma si guardano tutto il porno che trovano su internet).

    
Questo ormai il livello delle molestie percepite (come se non ci fossero mille altre occasioni per sentirsi a disagio nella vita e sul lavoro). E chi ci ha portato a vedere film brutti da far spavento? (parlandone all’uscita come di capolavori, mentre cercavamo una scusa per sottrarci alla lezioncina). Resta una curiosità: chi ha comprato i milioni di copie di “50 Sfumature di Grigio” – e poi di nero, e poi di rosso – spacciate qualche anno fa come la frontiera della nuova libertà conquistata dalle femmine? Ancora ce lo chiediamo, ricordando benissimo quando le signore, non ancora in fila per l’hashtag #metoo, si informavano sulle fruste. Nella fase appena precedente, la liberazione passava per il burlesque.

           
Uma Thurman aveva promesso di parlare quando si sarebbe calmata. Chissà com’era prima, visto che adesso augura “Buona festa del Ringraziamento a tutti”, precisando che Harvey Weinstein non è compreso: deve patire atroci tormenti, non è degno neppure del colpo di grazia, “sarebbe una pallottola sprecata”. John Lasseter prende sei mesi di pausa dalla Disney e dalla Pixar – che intanto fa uscire “Coco”, si spera senza rinnegare il genio di “Toy Story” – per “gesti non voluti”. Si parla di qualche abbraccio, non sono nemmeno chiari i nomi delle molestate. Neanche la camicia con i pupazzetti salva la reputazione.

   
Tempi duri anche per i principi delle favole. Una madre inglese chiede di togliere dalle scuole “La Bella Addormentata”: la dormiente non aveva acconsentito al bacio. Non è uno scherzo, lo ha scritto il Guardian e ripetuto la Bbc. Bei tempi in cui i freudiani potevano scrivere che la ragazza era frigida, e che il bacio principesco la riscaldava. Si attendono rivelazioni su chi molesta chi, tra Biancaneve e i sette nani.

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Commenti all'articolo

  • luigi.desa

    25 Novembre 2017 - 11:11

    I toni di Uma Thurma( ed altri/e) sono troppo acuti per essere veri ,appaiono proporzionali al successo che ha avuto dandosi da fare con i potenti di Hollywood .Le sbandierate virtù offese dal maschio porcone sono più astratte che di questa terra .La attività dell'attore ,in genere, porta ad una promiscuità tanto lontana dalla morale comune da aver indotto gli antichi romani a considerarlo un lavoro ,apprezzabile e godibile ma entro e fuori le quinte sporco per il quale non consentivano agli attori di avere un a sepoltura onorevole e i loro corpi erano sepolti in aree non sacre. Ma forse i romani erano scemi come me.luigi de santis

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  • Mercurio 8

    Mercurio 8

    25 Novembre 2017 - 10:10

    50 anni dopo “Mythologies” di Roland Barthes, sarebbe ora di rileggere le favole e i miti: descrivono ed insegnano modi di essere. Il Lupo non “mangia” Cappuccetto Rosso; viene ucciso dal legittimo proprietario della ragazzina: il Padre-Cacciatore. Il Principe Azzurro si prende quello che gli va: un uomo non deve chiedere mai. In 6.000 anni, le favole e i miti hanno costruito il Patriarcato. Come riuscì a soppiantare il Matriarcato? Ce lo dicono i miti: con lo stupro, il femminicidio e il matricidio. Ulisse era uno stupratore; Ercole un femminicida. Notoriamente i miti raccontano fatti mai avvenuti ma che succedono ovunque, ogni giorno. Ogni giorno, Perseo taglia la gola e stacca la testa du “Medusa”, nome greco che significa “la Protettrice”, cioè la Madre.

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  • mauro

    25 Novembre 2017 - 09:09

    La palla di neve del politicamente corretto rotola senza fine. Nell'Europa occidentale l'islam costituirà prima o poi il paravalanghe, negli States non saprei dire cosa potrà impedirne il rotolare. Intanto Trump, per rimanere nella metafora, è come un rifugio non troppo solido costruito in un canalone dove le valanghe sono frequenti.

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