Dal Messico fanno sapere che i tacos a colazione sono più salutari dei cereali

Brutte notizie per l’impero Kellogg’s: uno studio dell’università di Puebla certifica che la carne di maiale non fa poi così male

19 Novembre 2017 alle 06:22

Dal Messico fanno sapere che i tacos a colazione sono più salutari dei cereali

Foto di Beatrice Murch via Flickr

Roma. Volete dimagrire? Volete vivere più sani? Volete evitare i grassi? L’ultimo consiglio dei dietisti ora è: togliere i cereali dalla prima colazione, e sostituirli con pane e porchetta! O meglio: proprio pane e porchetta, forse no. Ma pizza e kebab andrebbero benissimo. Lo studio è stato infatti effettuato dalla Universidad de las Américas di Puebla, in Messico, che è una delle più prestigiose dell’America latina.

 

Da una parte è stata infatti considerata la granola, quella miscela di fiocchi d’avena, miele e frutta secca per il breakfast che fu inventata nel 1878 da John Harvey Kellogg, ideatore poi nel 1892 del burro di arachidi e nel 1897 anche dei corn flakes. Medico e ardente seguace della fede avventista – anche se alla fine la chiesa lo avrebbe espulso – Kellogg fu in qualche modo il padre delle manie salutiste moderne, con la sua idea che è il consumo di carne all’origine di tutte le principali malattie. “I nostri più lontani antenati si cibavano esclusivamente di alimenti di origine vegetale”, spiegava. La sua predicazione divenne anche un fiorente business, nel momento in cui per diffondere i prodotti da lui creati suo fratello William fondò quella Kellogg’s che è oggi con i suoi quasi 15 miliardi di dollari di fatturato il secondo conglomerato mondiale nel campo degli snack, dopo la Pepsi Cola. Ma John Harvey Kellogg è stato anche il profeta di altre manie moderne, convinto che la gran parte delle medicine facessero male. Proponeva al loro posto l’idroterapia. Nel Sanatorio di Battle Creek da lui diretto predicò e impose anche il divieto di alcolici, tabacco, caffeina. Secondo lui, perfino il sesso faceva male, e per questo le sue diete mettevano al bando i cibi troppo salati, dolci o piccanti, considerati come afrodisiaci. Oggi la pubblicità non lo sottolinea più, ma secondo Kellogg i suoi corn flakes sarebbe stati anche un perfetto anti Viagra naturale. Coerente d’altronde con i suoi princìpi, Kellogg con la moglie dormiva in camere separate, e piuttosto che avere figli naturali preferì prenderne quarantadue adottivi. Un romanzo che fu scritto su di lui nel 1993 e il film che ne fu tratto nel 1994 si intitolano “Morti di salute”. Dall’altra parte, la Universidad de las Américas di Puebla ha invece approfondito lo studio di taco al pastor e flautas de cochinita pibil. Entrambi street food tipici del Messico centrale, il primo nasce dall’incontro tra la tradizione locale e il kebab portato dagli immigrati siro-libanesi: o “turcos”, come li chiamano in tutta l’America latina. Invece del montone o delle carni bianche tipiche del kebab medio-orientale si usa la carne di maiale, a volte assieme a carne di vitello. Nella marinata si mettono prodotti tipici locali come i peperoncini rossi e l’achiote, che danno al tutto un tipico colore rosso. A Città del Messico circola una variante in cui ci mette perfino un po’ di Coca-Cola. Come nel kebab tradizionale, la carne marinata è poi fatta cuocere nel classico girarrosto verticale. A differenza delle varianti arabe del pane o della piadina usati nel mondo islamico, il taco del pastor è poi messo in una tortilla di mais, e accompagnato con salse, coriandolo, cipolla e ananas. Anche le flautas de coichinita pibil sono a base di tortilla di mais, su cui si pone spezzatino di maiale cotto con aceto, achiote, aglio e aromi, e poi guarnito con crema, formaggio e cipolla. Due bombe caloriche, dite? Affatto. Contenuto grasso del pastor, secondo lo studio a cura del Departamento de Ingeniería Química, Alimentos y Ambiental della Universidad de las Américas di Puebla : 11,92 per cento, con il 23,51 di proteine e il 20,77 di carboidrati. Contenuto grasso della chochinata: 11,5 per cento, con il 4,07 per cento di proteine e il 40,7 di carboidrati. Contenuto grasso di una barra di granola: varia a seconda delle marche, ma è comunque compreso tra il 20 e il 30 per cento! Senza contare che la barra di granola ha anche 5 grammi di zucchero, che sarebbero ben superiori alla dose raccomandabile.

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